2 stagioni - 20 episodi vedi scheda serie
Una scampagnata oltre la collina.
Organizzata in quasi tutto e per tutto in funzione e preparazione della mezz’ora terminale (che, a latere, ingrana e marcia pur’anche bene) del decimo ed ultimo episodio, ovvero del finale di stagione, questa seconda annata di “Silo” non possiede né esprime, così come del resto nemmeno quella precedente, registi…
[e direzione d’attori: il comparto dietro alla MdP si è rinnovato totalmente col veterano Michael Dinner di “Justified” e “Unbelievable”, con l’Amber Templemore-Finlayson, ovvero la Bert del duo Bert & Bertie di “Troop Zero” e con Aric Avelino, anche scrittore del suddetto 10° ep. conclusivo, mentre davanti alla MdP Rebecca Ferguson (“Dune: Part One”, “Dune: Part Two”), Tim Robbins (“Jacob’s Ladder”, “the Player”, “Short Cuts”, “the Shawshank Redemption”, “Human Nature”, “Mystic River”), Common, Iain Glen (GoT), Harriet Walter, Avi Nash, Remmie Milner, Chinaza Uche, Shane McRae, Billy Postlethwaite, Tanya Moodie, Clare Perkins e soci, più le new-entry di Steve Zahn (“Rescue Dawn”, “Treme”, “the White Lotus: Hawaii”, “Wildcat”), al quale è affidata una complessa caratterizzazione) e le giovani Georgina Sadler e Sara Hazemi e quelle minori, rivolte verso la prossima tornata, di Ashley Zukerman e Jessica Henwick (“GoT”, “UnderWater”, “Love and Monsters”, “the Royal Hotel”, “Cuckoo” e il prossimo “Huntington”), così come dentro/attorno alla MdP le musiche di Atli Örvarsson, non bastano, ma sono un valore aggiunto che doveva/poteva essere sfruttato (al) meglio]
…e scrittori (e caratterizzazione dei personaggi: oltre al creatore Graham Yost e al suddetto Aric Avelino tornano Fred Golan, Remi Aubuchon, Cassie Pappas, Jessica Blaire e Jeffrey Wang e, in sostituzione di Ingrid Escajeda e Lekethia Dalcoe, si aggiungono Sal Calleros, Jenny DeArmitt-Stran e Katherine DiSavino: un’eccessiva frammentazione di firme che, di conseguenza, rende l’orizzontalità paradossalmente troppo spuntata per quanto concerne la verticalità che risulta meccanica e risaputa) di uno spessore tale da potersi permettere di allungare talmente il brodo…
(per “Silo 2”, come nel caso di “From 3”, non ho preso alcun appunto per tutta la durata della fruizione avvenuta di settimana in settimana, senza binge-watching, per puro guilty-plasure, ma qui gran parte delle ragioni sono da imputare al fatto che avevo letto “Wool”, il primo libro della trilogia di Hugh Howey; nota: il contro-finale di “Silo 2” è tratto invece dall’inizio di “Shift”, il volume centrale della trilogia)
…da poter essere addirittura considerata praticamente un unico grande “filler” di collegamento e passaggio tra un cliffhanger e l’altro (che qui per l’occasione raddoppiano): il puro piacere del racconto (che può essere incantevole persino s’è fine a sé stesso) latita e l’accelerazione in coda (con l’acme del climax raggiunto inoltre un po’ goffamente) non basta a giustificare il tira e molla.
* * * ¼ - 6.50
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