Regia di John Luessenhop vedi scheda film
Che questo "Takers" saccheggi spudoratamente ed a piene mani "Heat" di Michael Mann credo sia chiaro sin dalle primissime sequenze. Una sorta di condanna perché il film dell' esordiente John Lussenhop non è un remake vero e proprio né tantomeno un reboot, non ne può essere all' altezza. Probabilmente trattasi di un semplice capriccio "gangsta" del rapper T.I. Harris che qui produce ed interpreta uno dei personaggi chiave della vicenda (per intenderci, il traditore alla Waingro). Non che ci sia niente di male, oramai sono anni che le star hip hop si barcamenano in produzioni cinematografiche più o meno di successo ma nel caso di "Takers" la sensazione di plagio è troppo insistente e l' inevitabile confronto che ne viene fuori, a dir poco impietoso. Le variazioni sullo script ci sono ma del tutto ininfluenti, di fatto ci si trova ancora una volta ad assistere alle imprese criminali di una banda di rapinatori che rimane inafferrabile sino a quando la sua strada non s'incrocia con il piano di un ex membro in cerca di vendetta e con le indagini di un integerrimo detective che non si ferma di fronte a nulla. Inutile cercare troppo spessore nei personaggi, gli stessi sono troppo numerosi ed appena abbozzati nelle loro storie che comunque non si allontanano mai dai tipici stereotipi del genere. Il ritmo è altalenante, la regia distratta e superficiale, concentrata in primis ad immortalare i suoi protagonisti a bordo di macchine o moto di lusso o a farli sfilare in completi firmati che rimandano essenzialmente ad un immaginario da videoclip tanto sfacciato quanto sterile (altro che il glam di Miami Vice). Pochi e banali i tormenti dei protagonisti, nessuna passione degna di nota, le parti action sono banali e già viste, la presenza femminile ridotta a pura componente ornamentale (Zoe Saldana, splendida ma con due battute di numero). Non che al comparto maschile vada meglio, macho men a tutto spiano ma senza un barlume di carisma. Paradossalmente si salverebbe giusto Hayden Christensen ma il suo esperto di logistica ha troppo poco spazio per incidere in qualche modo sul risultato complessivo. Se poi aggiungiamo un brutto finale ed una colonna sonora piuttosto anonima (nonostante i Kasabian sui titoli di coda), il gioco è fatto e finito.
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