Regia di Bruce A. Evans vedi scheda film
Mr. Brooks rappresenta per me quella che dovrebbe essere la quintessenza del cinema, intesa come probabile filosofia degli inventori della settima arte.
Intendo la capacità di fare immedesimare il fruitore in una figura che non appartiene alla sua personalità, ma anzi può apparire straordinaria, fuori dal comune, quasi paradossale.
Eppure ti si stampa addosso, vorresti non finisse mai, finisci per desiderare che quella sia la tua vita vera e quando spegni lo schermo venga il film a scadenza.
Per entrare nello specifico, Kevin Kostner, Demi Moore e William Hurt sono una miscela esplosiva, che incanta come un diamante dalla mille sfaccettature, ma che sono pur sempre parte di esso.
Forse è tutto un sogno, oppure la verità è talmente mobile da dissimularsi in incastri che si sovrappongono.
Ciò che conta è che ogni colpo di scena è così naturale che ti colpisce più che se fosse spiazzante.
La macchina gira come un orologio, due ore che non le senti, nulla è lasciato al caso, ma non si indugia neppure, senza peraltro perdere una comprensibile linearità.
La cura per le scenografie di grande gusto e per la fotografia simbolica rasenta la godibile maniacalità, tanto per rimanere in tema.
Entra di diritto nella mia Top 5 del decennio e non esagero sull'onda delle fresche emozioni.
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