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Misteri dal profondo

Regia di Scott Derrickson vedi scheda film

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La recensione su Misteri dal profondo

di mck
5 stelle

Spitting Off the Edge of the Theatre.

 

 

Drasa (Anya Taylor-Joy), dolce lituana, s’è incavernata come una nutria di collina sotto al belvedere di una boscosa scarpata delle montarozziche alture che si estendono da Lonate Pozzolo a Cardano al Campo di fronte alla zona est di Malpensa ad ammazzar bielorussi (che tanto sono bielorussi, quindi qualcosa hanno fatto per meritarselo), viceversa Levààài (Miles Teller) passa le ultime ore da iscritto alle liste di collocamento della C.I.A. al porto di Civitavecchia prima di partire per Ciampino ed essere arruolato da Bartholomew (una Sigourney Weaver abbonata a questi, coi dovuti distinguo, piccoli ruoli malefici: “the Cabin in the Woods”, “Chappie”, “the Assignment”, “Master Gardener”) per un’altra missione di killeraggio. Si ritroveranno in culo, anzi, ‘n coppa (l’autunno non mente) al mondo sulla soglia dell’abisso averno-alamogordo-wuhaniano.

Tu invece sei Scott Derrickson (the Exorcism of Emily Rose, the Day the Earth Stood Still, Sinister, Deliver Us from Evil, Doctor Strange, the Black Phone), un giorno hai mangiato la sachertorte più buona del mondo e oggi hai deciso di replicarla, ma sei sveglio la metà di Iginio Massari (che già di suo non mi pare un fulmine di guerra) e ti sei dimenticato di comprare il cioccolato fondente, lo zucchero e le albicocche, quindi decidi di utilizzare al loro posto la merda, il sale e le cipolle rosse di Tropea: in altre parole se sciogli insieme cioccolato e merda non ti ritroverai con un cioccolato amaro, ma con un cioccolato di merda, e secondo le stesse leggi della chimica e della fisica, se frulli assieme T.S. Eliot, H.P. Lovecraft e J.-P. Sartre un tanto al chilo, più “Army of Darkness”, “Ghosts of Mars”, “Machete Kills”, “Annihilation”, “the Last of Us” e… “Sharknado”… Ecco, esatto, bravi.

Ora, non dirò a quale dei nuovi ingredienti si potrebbe assimilare lo sceneggiatore (e quello di “the Gorge” forse era uno di quegli script che, al contrario di, ad esempio, “Hell or High Water” e “Woman of the Hour”, non avrebbero dovuto lasciare il conforto della Black List) e dialogatore Zach Dean, ma accennerò solo al fatto che è l’autore, tra le altre perle che compongono il cappio che ogni volta mette al collo dello spettatore, di quella boiata micidiale, prodotta dagli stessi David Ellison, Dana Goldberg, Don Granger & C., di “the Tomorrow War”. Di suo, Scozio Figlio di Teodorico non può e/o non vuole e/o non sa metterci pezze, toppe e rammendi, mentre se pur Anya Taylor-Joy (the VVitch: a New England FolkTale, Split, MarrowBone, ThoroughBreds, Glass, Peaky Blinders, the New Mutants, the Queen’s Gambit, Last Night in Soho, the NorthMan, the Menu, Amsterdam; Dune: Part Two, Furiosa: A Mad Max Saga, Sacrifice, Dune: Messiah) taylorjoyeggia ch’è ‘na...

 

 

...taylor-gioia, semplicemente esistendo, e il balletto in duetto con – Mills Teller?, ma che si fotta il b(u)on Mills Teller di “Rabbit Hole”, “Whiplash” e “Spiderhead”, io parlo di – Karen O sulle note e voci di “Spitting Off the Edge of the World” (tra l’altro: titolo “abbastanza appropriato”), la prima traccia (by Orzolek, Zinner, Chase & Sitek featuring Perfume Genius) del vinile giallo di “Cool It Down” del 2022 degli Yeah Yeah Yeahs, è molto focolar-cuccioloso, di certo non bastano William Houston e Sope Dirisu a chiudere il cast, la fotografia di Dan Laustsen (Crimson Peak, the Shape of Water, Nightmare Alley, Frankenstein), che dà il meglio di sé rendendo le scene migliori del film, ovvero quelle - spoiler - sul fondo della gola, quello che sono, il montaggio di Frédéric Thoraval (“Promising Young Woman”) e le musiche di Trent Reznor & Atticus Ross a salvare bracca e burattini, ovvero torrette di guardia gemelle e arcimboldesche orde di rayharryhauseniani uomini-mandragola barbalberosi affetti da grafiosi dell’olmo.

 


Inghilterra, Galles, Scozia e Norvegia interpretano l’Area X sibero-alasko-canadese. Distribuisce Apple.

È un film talmente scemo – sbagliato sulla breve (dialoghi), media (comportamenti) e lunga (premesse postmesse) distanza – che non si può non volergli bene, come a un cane con la testa incastrata in un barattolo.

Però, a dirla tutta, magari fosse un film scemo!, invece è solo stupido, dai: due guardiani, una manciata di droni e una ventina di chilotoni: un a tratti piacevole “annientamento” scrotale.

* * ¼/½ - 4.75    

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Ultimi commenti

    1. ilcausticocinefilo
      di ilcausticocinefilo

      Cavolo, lo sceneggiatore di The Tomorrow War, adesso è tutto chiaro: ecco perché questo film pare andare rapidamente a catafascio (per non dir di peggio).
      Colpa mia che, incuriosito da una veloce scorsa alla trama, non mi sono informato meglio prima...

    2. mck
      di mck

      Se come me sei riuscito a scavallare l'ora (nel mio caso grazie a Karen Orzolek & soci) senza troppe bestemmie* forse sarai riuscito a goderti quella mezz'oretta raimi/deltoro-(chiedo scusa)-style nella quale il film tocca il fondo (in senso "buono") dell'orrido (nel senso dell'abisso) con gli zombie-roverelle serpentequini. (Poi ovviamente l'orrido - nel senso di orrendo/orribile - finale smarmellato ha chiuso "degnamente" il tutto, con una certa orrida - nel senso di orrida/orribile - coerenza, direi.)

      *Sono abbastanza sicuro che al mondo ci sarà pure qualcuno che, a discapito della seconda, ne ha apprezzato maggiormente la prima parte [tipo, che so: "Ah!, la gnomonica lentezza tarkovskiana della Zona mescolata all'antonioniana inkomunikabilitàh - la solitudine del killer di fronte a un altro (da) sé stesso - post Cortina de Féro ai tempi del Noncielodikonoh!11!", e chiedo scusa-bis] e poi, vedendosi arrivare l'armata a cavallo dei Luca Sardella infetti del regio esercito ha storto il nasino, porello. Mah!

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