1 stagioni - 8 episodi vedi scheda serie
Serie notevole, racconta malattia e ospedale, con sagacia e sarcasmo; s'ispira al libro autobiografico dello stesso compianto regista Mattia Torre.
Scoperta del tutto casualmente questa serie, ritengo doveroso scriverne, soprattutto perché il regista e sceneggiatore, Mattia Torre, anche autore del romanzo autobiografico, a cui s'ispira, purtroppo è deceduto l'anno dopo aver girato questo prodotto. Il tema è la malattia, la peggiore, il cancro, con tutti gli annessi e connessi: ospedale, medici, infermieri, visitatori pazienti, prelati e psicologi . La questione naturalmente non è originale, spesso il cinema ne ha trattato, tuttavia questo lavoro è assolutamente valido e imperdibile. Torre racconta il suo calvario con sarcasmo e ironia; alla dimensione esistenziale del malato oncologico, aggiunge il suo sguardo arguto per descrivere l'ospedale, fauna umana assortita, metafora della nostra società, Italietta meschinella e piccina. Il nostro eroe involontario, si muove in un contesto in bilico tra il surreale e il grottesco: un prete senza fede, un altro logorroico che annoia cosi tanto che per non sentirlo si fingono tutti addormentati, dottori che molestano le infermiere, malati deliranti, professoroni scienziati in odore di santità, caposala teutonica, "saggi" che lo spingono ad usare “la mente” per far fronte alla malattia e un medico che ritiene che ogni malanno “dipenda dai vasi” c'e' perfino il malato "competente" che dispensa consigli come fosse il primario.Luigi, alter ego del regista, è Valerio Mastandrea, "l'uomo con i piedi per terra"perché quelli che sanno,onnipresenti in questi ambienti, sostengono che”devi vivere in verticale, orizzontale sei morto... verticale sei vivo" contraddizione in termini. E poi tutti a dire: “mi raccomando un passo alla volta, solo cosi se ne può uscire”. Luigi ci prova, Mattia purtroppo non ce l'ha fatta. Da vedere
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