La bambina con la valigia, il film proposto da Rai 1, racconta una storia vera che pochi conoscono: il dramma di Egea Haffner, strappata alla sua casa e diventata simbolo dell'esodo istriano. Un viaggio tra dolore, speranza e memoria.
Il film per la tv La bambina con la valigia, diretto da Gianluca Mazzella, andrà in onda in prima visione su Rai 1 il 10 febbraio 2025, in occasione del Giorno del Ricordo, e rappresenta un'opera intensa e toccante che porta sul piccolo schermo una storia di perdita, esilio e identità. Prodotto da Clemart in collaborazione con Rai Fiction, il film di Rai 1 La bambina con la valigia trae ispirazione dall'omonimo libro di Egea Haffner e Gigliola Alvisi, edito da Piemme-Mondadori.
La trama si sviluppa a partire dal 1944, nel contesto dei bombardamenti che colpiscono la città di Pola. La piccola Egea Haffner vive la sua infanzia in un ambiente protetto, circondata dall'affetto della sua famiglia, fino a quando l'occupazione delle truppe titine non sconvolge la sua esistenza. In una notte che avrebbe dovuto essere di festa, due uomini in divisa bussano alla porta di casa e portano via suo padre Kurt. L'uomo non tornerà mai più, probabilmente inghiottito dalle foibe. Per Egea inizia un lungo e doloroso percorso di esilio che la porterà a trasferirsi a Bolzano, dove dovrà affrontare le difficoltà dell'integrazione in una nuova realtà.
Il cast del film vanta la partecipazione di Claudia Vismara nel ruolo di Ersilia, Sara Lazzaro nei panni di Ilse e Sandra Ceccarelli in quelli di Maria. La protagonista, Egea, è interpretata da Petra Bevilacqua nella sua infanzia, Sinead Thornhill in adolescenza e Roberta Sferzi in età adulta. La presenza di attori di talento contribuisce a dare profondità ai personaggi e a rendere ancora più intensa la narrazione.

La bambina con la valigia (2025): Claudia Vismara, Sandra Ceccarelli, Sara Lazzaro, Petra Bevilacqua
La perdita delle radici
I temi affrontati dal film di Rai 1 La bambina con la valigia sono universali e toccano corde profonde dello spettatore. Il dramma dell'esodo, la perdita delle radici e la ricerca di un nuovo senso di appartenenza vengono narrati attraverso gli occhi di una bambina che si trova improvvisamente catapultata in una realtà sconosciuta.
Il regista Gianluca Mazzella ha dichiarato: "Quando mi hanno proposto di dirigere 'La bambina con la valigia', mi sono bastati pochi minuti di ricerca online per realizzare l’importanza dell’opportunità che avevo davanti. La conoscenza della vita di Egea Haffner restituisce l’esatta percezione di cosa abbia significato l’esodo istriano sulla pelle di chi lo ha vissuto in prima persona". Questa consapevolezza ha guidato la sua regia, permettendogli di restituire un racconto autentico e profondamente emotivo.
Mazzella ha inoltre aggiunto: "Dopo aver incontrato personalmente Egea Haffner, ho avuto la definitiva conferma che la sua storia meritasse di essere raccontata, dopo libri, documentari ed interviste, per la prima volta, anche da un film. La semplicità con la quale Egea racconta gli episodi della sua vita rende comprensibili in maniera empatica e immediata tutti i suoi stati d’animo, tutte le sue emozioni." La pellicola si distingue quindi non solo per la sua accuratezza storica, ma anche per la capacità di trasmettere emozioni autentiche e universali.

La bambina con la valigia (2025): Petra Bevilacqua, Gianluca Mazzella
La vera storia di Egea Haffner
Con il film La bambina con la valigia, il pubblico di Rai 1 si troverà di fronte a una storia potente che invita alla riflessione su un capitolo poco conosciuto della storia italiana. Il racconto di Egea Haffner, divenuta simbolo dell’esodo giuliano-dalmata, assume un valore ancora più grande nel contesto attuale, ricordando l'importanza della memoria storica e dell'identità. Il film non è solo una narrazione del passato, ma anche un monito per il futuro, capace di far emergere con forza il significato di casa, famiglia e appartenenza.
Egea Haffner nacque a Pola il 3 ottobre 1941 da Kurt Haffner ed Ersilia Camenaro. Nel maggio del 1945, suo padre Kurt fu prelevato dalla loro abitazione dai partigiani titini e non fece mai più ritorno, presumibilmente vittima delle foibe. Nel luglio del 1946, all'età di quattro anni, Egea fu immortalata in una fotografia che la ritrae con una valigia recante la scritta "Esule giuliana", scattata poco prima di lasciare per sempre la sua città natale. L’immagine è diventata un simbolo dell'esodo giuliano-dalmata.
Dopo aver abbandonato Pola, Egea si trasferì inizialmente in Sardegna con la madre Ersilia. Nel 1947, fu affidata alla nonna e agli zii paterni che si erano stabiliti a Bolzano, dove crebbe affrontando le difficoltà dell'esilio e dell'integrazione in una nuova realtà. Oggi, Egea vive a Rovereto con il marito Giovanni, circondata dall'affetto delle due figlie e delle sei nipoti.
Per approfondire ulteriormente la storia di Egea Haffner, torna utile questa intervista:
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