Franco Rossi, Marco Ferreri, Renato Castellani, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi: cinque nomi che solo a scriverli suscitano rimpianto e gratitudine. Anche se per nessuno di loro questo film del 1964 rappresentò una delle gemme più preziose.
Il vero motivo per cui a me e spero a tanti altri risulta indimenticabile riguarda un sesto nome: Anna Maria Ferrero. Il personaggio da lei interpretato (quello di una tranquilla mogliettina borghese involontariamente indotta dal marito a scoprire la "cocaina di domenica") svetta su tutti gli altri.
Scrisse Marco Giusti il 22 maggio 2018 commemorandone la morte: "Veramente non abbiamo mai capito perché abbia voluto ritirarsi dalle scene nel 1964, poco dopo il suo matrimonio con Jean Sorel. ... Guardatela nel suo ultimo film, Controsesso... A parte la modernità dell'episodio, che anticipa il delirio da cocaina di oggi, è la sua grazia a stupirci, non assomiglia a nessun'altra attrice del tempo".
Eh sì, dal 1950 al 1964 c'era stata questa ragazza, al cinema, in teatro e in televisione, cui non si poteva che voler bene. Brava e anche bella. Poi sparì di colpo.
Era diventata attrice per caso: gran merito di Claudio Gora che la fece debuttare, quindicenne, in "Il cielo è rosso".
"Scoprii Anna Maria Ferrero per strada, in via Aurora a Roma, mentre camminava al fianco di una signora. Cercavo la ragazzina per il film e vidi questo scricciolo che aveva una tale intensità negli occhi (...) Fece un provino meraviglioso, era nata attrice."
Quattro mesi dopo la sua morte, che avevo avuto l'impressione fosse passata quasi inosservata, le dedicai un Post il cui lungo titolo terminava così: "... vorrei essere rassicurato che siamo stati solo distratti e non ci dimenticheremo di lei".
Ora sono passati più di cinque anni.
cherubino,
3 luglio 2023
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