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Ho visto, anzi no divorato, da poco una serie tv della quale mi erano arrivati diversi commenti e giudizi molto positivi ma di cui avevo per un motivo o per l’altro ritardato la visione. Forse non ero pronto per vederla prima e credo mi sia cascata addosso proprio nel momento giusto perché io ne cogliessi bene alcuni aspetti sui quali rifletto ultimamente.

La serie si intitola Ted Lasso e sviluppa una gran mole di diramazioni a partire da alcune premesse che, pur nella loro semplicità, forniscono una intelaiatura molto interessante.

Rebecca Welton è una ricca signora inglese che viene malamente tradita dal marito dal quale divorzia seduta stante. Nell’ambito della spartizione del patrimonio si ritrova per le mani la gestione della storica e tradizionale squadra di calcio della città nella quale vive, l'AFC Richmond. La squadra era il fiore all'occhiello, anzi di più, un significativo pezzo di identità, dell'ex-marito e ora che tocca a lei gestirla, inizia a coltivare un unico sogno: distruggerla. Rovinare quella squadra per sempre, farla retrocedere in serie Z, affondarla per colpire l'immagine dell'ex-marito fedifrago, e vuole raggiungere questo obiettivo mettendo in campo le scelte più distruttive e sbagliate possibili.

Prima scelta: mandare via lo storico allenatore rigorosamente British. Seconda scelta: ingaggiare per lo stesso incarico un allenatore di una squadra minore di football americano, scusate ve lo ripeto, di FOOTBALL AMERICANO.

Se avete in mente quale possa essere l’importanza del calcio nella società inglese vi verrà facile immaginare come non possa esistere sulla faccia della terra un affronto peggiore per un tifoso dell'AFC Richmond che ritrovarsi un allenatore di football americano alla guida dalla sua amata squadra di calcio.

Il piano di distruzione sembra perfetto ma c'è un problema, il problema si chiama Ted Lasso. Questo il nome dell'allenatore di football americano che sbarca sul suolo britannico accompagnato dal suo fedele assistente Beard. Il problema è che Ted Lasso è uno dei personaggi più pazzeschi visti nel mondo seriale degli ultimi anni.

Ovviamente non sa nulla di calcio, anzi forse sa poco anche di football americano, non per niente allenava una squadra secondaria. Ovviamente i giocatori dell'AFC Richmond sono allibiti e non prestano la minima attenzione a quel che dice, che comunque è poco, vago e inutile agli occhi di tutti. Ovviamente la squadra perde partite e punti e inizia a fare acqua da tutte le le parti. Composta da giocatori di medio calibro a parte alcuni fuoriclasse, la squadra perde completamente coesione, i giocatori più dotati cercano inizialmente di risolvere le partite sulla base del proprio individualismo ma i risultati sono patetici, volano schiaffi e litigi, la tifoseria è inferocita, Ted Lasso diventa rapidamente lo zimbello della città, bersaglio di odio. Ma se a qualcuno viene in mente di chiedergli come sta, lui risponde sempre “Benissimo”, inscalfibile nel suo ottimismo.

A gioire di questa situazione c’è solo lei, Rebecca Welton. Animata da furia distruttrice, gode nell’assistere alla discesa negli inferi della squadra identitaria dell’ex marito.

Solo gli spettatori, quelli al di qua dello schermo, iniziano a rendersi conto velocemente che Ted Lasso è un eroe. Ted Lasso è tutti noi fin da subito perché è animato da un sincero entusiasmo, è di una simpatia trascinante e con una costanza assolutamente disumana inizia a smontare i tipici meccanismi antagonistici dei giocatori promuovendo in tutti modi la cultura della squadra, cercando di annullare gli individualismi e i personalismi di cui il calcio si nutre, assorbendo su di sé tutte le negatività della squadra prima e dell’intera città, poi. Dopo un paio di episodi, quando già Ted Lasso è inviso a tutti, lo spettatore inizia ad amarlo in maniera incondizionata.

Ted Lasso diventa un’utopia che cammina. Ted Lasso è quello che sa sempre come reagire, in qualsiasi situazione, a qualsiasi offesa, semplicemente Ted Lasso non si offende mai. E non offendendosi riesce a salvaguardare in qualsiasi condizione i punti cardinali della sua filosofia di gioco e soprattutto di vita: i giocatori vanno educati al bene della squadra, tutti hanno diritto di cittadinanza, tutti hanno un ruolo e uno scopo, tutti hanno delle qualità, si tratta solo di creare le condizioni perché possano esprimerle, anche sacrificando i talenti dei fuoriclasse a beneficio della squadra nel suo complesso

Mentre, con il procedere degli episodi, piano piano il contesto inglese è costretto a prendere atto che Ted Lasso è una specie di tesoro sommerso e poi emerso, l’allenatore, inizia a mostrare qualche segno di instabilità e - proprio quando sembra che le cose inizino a girare meglio - ha una crisi feroce che lo mette psicologicamente in ginocchio. E quella capacità di resistere alla negatività che gli è stata sbattuta in faccia in tutti i modi, quella totale mancanza di ego, che sfiora la cecità, che gli ha permesso di trovare sempre la risorsa alla quale attaccarsi, la battuta vincente o il valore d’ispirazione con cui rispedire qualsiasi offesa al mittente, iniziano a presentare il conto.

Senza smettere di farmi ridere Ted Lasso ha iniziato a scavare dentro di me un solco doloroso. L’utopia stava tornando irrealizzabile. Non esiste essere umano che possa veramente resistere alle pressione del mondo senza lasciare sul campo la propria salute mentale. L’orgoglio è una difesa necessaria con la quale schermarsi prima di rischiare di venire feriti in un posto troppo interno per potervi porre rimedio.

So bene che non esistono assoluti, che ci sono le vie di mezzo e so altrettanto bene che Ted Lasso è solo una serie tv ma se anche voi siete tra quelli che se vi chiedono come state rispondete sempre “Benissimo”, se pensate che un mondo migliore possa esistere e debba per forza basarsi sull’armonia e l’accettazione reciproca, se coltivate il desiderio di avere un capo diverso che sappia mettere in evidenza le vostre qualità, se vi piace il calcio, se non vi piace il calcio, se siete bravi a difendervi, se vi sentite sguarniti, se vi considerate persone resistenti e solide nei vostri principi, se siete disposti a cambiare idea e a mettere in discussione le vostre certezze ed infine, se ad una serie chiedete qualcosa di più di un semplice intrattenimento, ecco, allora la risposta è Ted Lasso.

Se volete dirmi come state voi potete come sempre utilizzare il box commenti qui sotto.

Se invece volete sapere come stiamo noi, database ed io, lo capirete bene qui.

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Ultimi commenti

  1. Carica precedenti
  2. claudio1959
    di claudio1959

    Sto “benissimo”, perché chi ama il cinema ama la vita, con passione, cuore e coraggio, come me, come noi, come tutti i bellissimi partecipanti della comunità di FILMTV.

  3. Stanley42
    di Stanley42

    Presente, sono proprio una di quelle persone che alla domanda “Come stai?” risponde sempre “Benissimo” anche se non è vero. Non so, forse è una forma di autodifesa oppure un ottimismo a volte un po’ sconsiderato anche nelle difficoltà. Ma dato il momento difficile che sto passando, forse è il modo migliore per non abbattersi del tutto. Ho sempre sentito parlare di Ted Lasso ma non ho mai avuto la spinta giusta per dargli una possibilità, dopo questa bella presentazione evidentemente dovrò farci un pensiero (a proposito di cambiare idea e mettersi in discussione)

  4. pippus
    di pippus

    Anche per me vale il "benissimo" ma non tutti i giorni e, sigh, non so per quanto ancora. Forse potrebbe andare meglio se la mia ignoranza calcistica fosse solo parziale anziché totale e, a quanto leggo, Ted lasso potrebbe essere un ottimo stimolo per attenuarla.

  5. f462
    di f462

    Vorrei segnalare la serie Doc Martin, mi è piaciuta molto.

  6. claudio1959
    di claudio1959

    Io benissimo come voi

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