X - THE MOVIE, Rintaro, 1996
Prendere un manga prodigiosamente complesso -ed incompiuto-come X ed adattarlo in un lungometraggio di circa 96 minuti risulta essere in partenza un'operazione folle e rischiosa a meno che tu non ti chiami Shigeyuki Hayashi (Rintar?) e lo realizzi insieme ai tuoi compari di bevute della Madhouse.
Il nostro Rintar? fortunatamente è un regista dalle idee chiarissime con una poetica personale fondata sull'importanza della dimensione onirica, sull'importanza della sperimentazione dell'immagine e ultimo ma non ultimo su un'animazione globalizzante che guarda sovente in Occidente (lo stesso discorso vale per il suo amicone Yoshiaki Kawajiri); tutti elementi riscontrabili nell'opera del gruppo Clamp.
Il buon Rintar? (che ricordo essersi formato prima alla Toei sotto la guida di Yasuji Mori poi alla Mushi Production di Osamu Tezuka) riesce a concretizzare tutte le influenze stilistiche e tematiche del manga servendosi di immagini altamente simboliche che spaziano dall'esoterismo, all'occultismo, all'ebraismo, alla filosofia apocalittica arrivando poi al gotico, al cyberpunk e al noir (Tokyo è immersa in una notte perenne estremamente buia e cupa).
In precedenza parlavo di dimensione onirica ed infatti la pellicola verte su diversi piani spazio-temporali laddove sogno, presente, passato e futuro si amalgamano senza soluzione di continuità creando un substrato metafisico indecifrabile ed affascinante.
Il regista inoltre gioca letteralmente con l'immagine che tende a liquefarsi per rimodellarsi a nuova forma con soggetti che si materializzano di colpo per scomparire poco dopo (le battaglie fra i sigilli e gli angeli sono puro godimento extrasensoriale).
PS Un certo Hideaki Anno conosce bene l'opera ed alcuni elementi presenti in Neos Genesis Evangelion richiamano esplicitamente il film di Rintar?.
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