Ci sono incontri che possono durare poche ore eppure diventare decisivi per un radicale cambiamento di rotta nella vita, far nascere un legame che condiziona la visione delle cose anche se la persona in questione si perde di vista, oppure non si riesce più ad “incrociare”.
In tempi come quelli di oggi, in cui si ha paura di qualsiasi approccio, ci si mette sulla difensiva su tutto, ci si nasconde dietro profili fittizi e nickname, ci si butta in politica praticando un blog, non si praticano più piazze e luoghi di incontro... quando capita di trovare una persona speciale, diventa speciale per sempre.
Questa play è dedicata ad incontri che hanno creato un legame nel tempo, non sono legami amorosi e nemmeno ossessivi che sfociano poi nel genere horror e thriller che tanto piacciono a me, ma legami di amicizia o di forte intesa, che rimangono saldi nonostante il tempo passato oppure la distanza o l'abbandono.
Non amo Bertolucci, ma qui mi ha coinvolta in modo impressionante.
2 fratellastri condividono per ragioni diverse lo spazio di una cantina, qualcosa li unisce e non è solo il legame del sangue, ma la condivisione di uno stato di alienazione che per qualche ora li avvicina fino al momento toccante di un abbraccio forte e intenso. Quando si lasciano ritornano alla loro vita di prima, ma che ora non sarà più la stessa... c'è un luogo dove tornare, un rifugio, un abbraccio, anche se solo nei ricordi.
2 adolescenti condividono per un giorno una prigione anomala. Salvatore è il carceriere, Veronica è la carcerata. Una prigione che diventa un rifugio per vivere la propria età in libertà. Una prigione malavitosa ricavata tra le mura di un ex manicomio, in cui essere matti equivale ad essere vivi.
Diventeranno complici nel sognare una vita differente, quando alla fine si separano, ognuno tornerà ai propri compromessi dovuti alla paura e ai soprusi. Per un giorno hanno vissuto da cardellini in gabbia, ma una gabbia che li ha protetti e non imprigionati, che li ha legati per sempre.
Una donna e un anziano signore, lei procura la morte e lui vuole morire. Il legame che li unisce impedirà a lei di continuare nella sua missione e lui di scegliere di morire tramite lei. Un legame nato dal profondo rispetto, dalla cura e dalla preoccupazione, dalla condivisione di segreti che a nessun altro si potrebbero confidare. Alla fine dei loro incontri rimane un legame che non si spezza, nemmeno con la fine della vita..
Con Gaspard Manesse, Raphael Fejtö, Philippe Morier-Genoud, Francine Racette
Qui è la storia che interrompe il rapporto di amicizia. Julien, francese, fa amicizia con Bonnet, ebreo, in un collegio francese ai tempi dell'occupazione nazista. Un legame di amicizia che si interrompe bruscamente e in maniera tragico rende il legame tra i ragazzi immortale e commuovente.
Questo è invece il legame di amicizia più classico, quello tra ragazzi adolescenti che, complice una giornata estiva avventurosa, rendono il proprio legame particolare e indissolubile. Spesso gli amici di infanzia si perdono crescendo, ma il ricordo che se ne serba è sempre tra i più belli, credo che ognuno abbia in mente una giornata estiva passata con i propri amici adolescenti, magari all'epoca quelle giornate ci apparivano tutte uguali, noiose e lunghissime... oggi hanno una venatura malinconica e dolcissima.
Difficilmente sul lavoro possono nascere legami importanti, nonostante si passi la maggior parte del tempo sul posto lavorativo, una volta che si cambia reparto o mestiere o luogo, i colleghi cambiano e si passa da rapporto costante a semplice conoscenza cortese. Con un collega può nascere invidia, rancore, antipatia... e quindi spesso preferisco il rapporto distaccato e superficiale (ho pagato caro quando ho dato la mia fiducia a persone sbagliate). Quando invece si ha la possibilità di incrociare colleghi, persone, disposte ad insegnare, ad essere complici sul lavoro svolto, può nascere davvero un legame che va oltre l'amicizia, condividere un obiettivo comune non ha prezzo e si lavora con piacere anche in cose che di piacevole hanno poco.
Il rapporto di amicizia che nasce tra i 2 protagonisti di questo film è molto tenero, perché coinvolge 2 persone che invecchiano insieme sul posto di lavoro. Anche se una è la datrice e l'altro il suo autista, il rispetto e successivamente l'affetto, fanno in modo che il legame formato superi anche il periodo lavorativo per continuare a cercarsi e comprendersi in seguito.
Con James Stewart, Margaret Sullavan, Frank Morgan, Felix Bressart
Questo è l'unico film che inserisco dove il legame nato per posta tra i 2 protagonisti sfocia in amore.
Il film è del 1940, del grande Lubitsch, che già allora ci illustra quanto la parola scritta serva a costruire nella mente figure di amori o di amici o di qualsiasi cosa si abbia bisogno.
Oggi si usa il pc, tutti i social network, per conoscersi e intraprendere rapporti di varia natura, per sentirsi meno soli, per condividere passioni o idee. Posso dire che anche se sono felicemente sposata, se ho molti amici in “ciccia” con i quali condivido quasi ogni mia passione (in qualche caso li costringo pure... ma questa è altra storia), anche se ho una gatta che sopperisce a qualsiasi “buco” affettivo, anche se ho parenti che mi amano molto e che sono presenti sempre, anche se la mia vita è fatta per il 99% di reale e del poco restante di virtuale.... non potrei più fare a meno di alcuni amici incontrati qui (uno su tutti), che riempiono momenti importanti dei miei pensieri anche quando non sono collegata con il pc. Se sparisse internet dovrei tornare in qualche modo al piccione viaggiatore, o proprio a quel caro e vecchio “fermo posta” del bellissimo film di Lubitsch, che io associo sempre al mio legame nato qui.
Non credo che in tempi come quelli di oggi ci si nasconda di più che in passato, o si abbia più paura che in passato. Credo, che si fruisca di tutto troppo in fretta, quello certamente sì. Che si vogliano consumare le persone, ed i legami, a proprio vantaggio. Un certa etica (o meglio la non-etica) edonistica governa azioni e pensieri. Tutto resta un po' in superficie, per mancanza di tempi e spazi. Ma i legami che durano, quelli, veramente, non necessitano né di tempo né di spazio reale. Necessitano di un tempo e di uno spazio intimo e personale. Per questo, in qualche modo restano saldi, anche nell'abbandono, nel silenzio e nel buoi. Hai citato due film che mi sono molto cari: "Arrivederci ragazzi" e "Stand by me". Hai ragione, l'amicizia è preziosa. E sei fortunata, nella tua capacità di saperla coltivare ogni giorno, con le persone che ti sono care
Hai colto nel segno... anche se qualche volta quel silenzio, quel buio e quell'apparente abbandono fanno male, alimentando il senso di solitudine che nei momenti tristi avanza inesorabile. Il bello di un legame è che poi basta una semplice parola, una piccola attenzione un saluto e tutto riacquista il sapore di un tempo. Sì, sono fortuna ad aver incrociato persone tanto importanti, di questo ne sono consapevole tutti i giorni... un abbraccio e sempre bentrovata Lehava :D
una playlist "emozionante", non riesco a trovare un aggettivo alternativo.
Provando a proseguire il tuo filo conduttore.... mi vengono in mente, per motivi diversi, "Un uomo da marciapiede", "Harold e Maude", "Million dollar baby", "Le ali della libertà".
mi permetto di aggiungere come nel merito dell'argomento, trovo giusto e vero quanto hai scritto tu in sede di presentazione della play, ed il commento che ne ha fatto Lehava
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Non credo che in tempi come quelli di oggi ci si nasconda di più che in passato, o si abbia più paura che in passato. Credo, che si fruisca di tutto troppo in fretta, quello certamente sì. Che si vogliano consumare le persone, ed i legami, a proprio vantaggio. Un certa etica (o meglio la non-etica) edonistica governa azioni e pensieri. Tutto resta un po' in superficie, per mancanza di tempi e spazi. Ma i legami che durano, quelli, veramente, non necessitano né di tempo né di spazio reale. Necessitano di un tempo e di uno spazio intimo e personale. Per questo, in qualche modo restano saldi, anche nell'abbandono, nel silenzio e nel buoi. Hai citato due film che mi sono molto cari: "Arrivederci ragazzi" e "Stand by me". Hai ragione, l'amicizia è preziosa. E sei fortunata, nella tua capacità di saperla coltivare ogni giorno, con le persone che ti sono care
Hai colto nel segno... anche se qualche volta quel silenzio, quel buio e quell'apparente abbandono fanno male, alimentando il senso di solitudine che nei momenti tristi avanza inesorabile. Il bello di un legame è che poi basta una semplice parola, una piccola attenzione un saluto e tutto riacquista il sapore di un tempo. Sì, sono fortuna ad aver incrociato persone tanto importanti, di questo ne sono consapevole tutti i giorni... un abbraccio e sempre bentrovata Lehava :D
una playlist "emozionante", non riesco a trovare un aggettivo alternativo.
Provando a proseguire il tuo filo conduttore.... mi vengono in mente, per motivi diversi, "Un uomo da marciapiede", "Harold e Maude", "Million dollar baby", "Le ali della libertà".
mi permetto di aggiungere come nel merito dell'argomento, trovo giusto e vero quanto hai scritto tu in sede di presentazione della play, ed il commento che ne ha fatto Lehava
Grazie labbro, su Harold e Maude sfondi una porta aperta con me... un saluto ;)
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