Vediamo se riesco a battere un piccolo record: pubblicare la prima playlist del 2012! Un anno fatidico questo, come molti sapranno (anche solo per averne sentito parlare) legatoa una profezia dei Maya. Questa affascinante cultura fiorita nella Mesoamerica tra il XV secolo a.C. ed il X secolo d.C. aveva un sistema di misurazione del tempo basato su tre calendari diversi: a quello solare (ciclo Haab) con l'anno di 365 giorni diviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno (più cinque giorni “fuori dal tempo” considerati particolarmente nefasti) se ne affiancavano altri due. Uno (ciclo Tzolkin) vedeva un anno di 260 giorni suddiviso in combinazioni di giorni e periodi su base 13 e 20 ed era utilizzato a fini religiosi; le date dei due “calendari” Haab e Tzolkin combinate davano luogo a cicli di 18.980 giorni. Per tenere conto delle date emisurare il tempo (dato che i Maya non numeravano gli anni come facciamo noi) si usava un terzo calendario denominato “Lungo computo” che vedeva una raffinata combinazione dei multipli di 13, 18 e 20 (che sono i numeri base degli altri due calendari) in un sistema di numerazione posizionale piuttosto complesso. In realtà i Maya che non conoscevano la ruota sono stati, per uno di quei paradossi tipici della storia, dei raffinatissimi matematici; si suppone addirittura che conoscessero lo zero con secoli di anticipo sugli scopritori ufficiali, ovvero i matematici indiani. Ora il lungo periodo corrispondeva a 1.872.000 giorni pari a circa 5125 anni solari: per i Maya ciascun ciclo di questo “Lungo Computo” corrispondeva a una diversa Era, l'ultima delle quali ha avuto inizio il giorno 11 agosto del 3114 a.C. e terminerà il 21 dicembre 2012. Detto questo occorre aggiungere che associare a quella data catastrofi o una eventuale fine del mondo è una speculazione dei soliti studiosi di fanta-archeologia e futurologi che tanto hanno avuto presa sul pubblico. In realtà l'inizio di una nuova era visto dai Maya come l'occasione per grandi celebrazioni, l'ingresso nella nuova epoca poteva essere visto da quell'antico popolo come un'era di grande cambiamenti non necessariamente come l'arrivo di distruzioni.
Ora colgo la palla al balzo e mi auguro che davvero l'anno prossimo sia l'ultimo di questa vecchia era in cui a dominare i nostri destini sono state le filosofie del profitto e dello sfruttamento. Lasciando stare il lungo computo dei Maya (per quanto assai affascinante) mi permetto di fare una riflessione sul “breve computo” (il termine è di mio conio). E' evidente che in questi ultimi decenni (e mi allargo, con un po' di coraggio, a parlare di ultimi secoli) le direttrici ideologiche della storia umana non sono state improntate ai valori del rispetto e del buon senso. Un capitalismo selvaggio che affonda le radici nell'epoca delle colonizzazioni e si è trascinato fino a d oggi ha prodotto una situazione deleteria per cui la gran parte dell'umanità vive in condizioni di assoluta miseria, e oggi questi popoli ci stanno presentando un conto salato che fattivamente si presenta a noi italiani (ed Europei in genere) con i flussi migratori incontrollati, ma che a livello mondiale hanno significato anche l'instaurazione di ideologie anti-occidentali (la più visibile in oggi è il terrorismo islamico) ripugnanti fin che si vuole ma della cui nascita non possiamo lavarci le mani. Solo aiutando questi popoli a prendere coscienza delle loro potenzialità, rispettandone le tradizioni e l'evoluzione (ed evitando “esportazioni di democrazia” merce tanto preziosa quanto assai poco commercializzabile) e riconoscendo loro pari dignità eviteremo di essere travolti in futuro (e più che noi i nostri figli) da una marea di umana disperazione. Mi auguro anche (e qui faccio un ragionamento limitato alla nostra Italia) di veder finalmente qualcuno in questo paese che sappia applicare la cosiddetta equità sociale di cui tutti parlano e soventemente a vanvera. Non l'ha applicata affatto Monti, dato che gli aumenti imposti da questo governo ricadono principalmente sulle tasche della gente comune. Equità sociale vuol dire che chi più avuto più deve dare, chi più ha più deve contribuire. Una delle cose che mi hanno sempre stupito in questi anni è la seguente: ogni volta che Berlusconi parlava di “riduzione delle aliquote” nessuno (della sinistra, del centro-sinistra, dell'opposizione in genere, della società civile) si è mai sentito in dovere di ridergli in faccia ricordandogli un principio di elementarissima equità sociale che si chiama “progressività dell'imposizione fiscale”. Ovvero le aliquote devono essere differenziate il più possibile proprio per fare in modo che chi ha redditi bassi paghi pochissime tasse mentre ne vada progressivamente a pagare di più chi gode di redditi maggiori. Poche aliquote (addirittura due soltanto come avrebbe voluto il nostro ex Premier) sarebbero un vantaggio per i percettori di redditi alti. Naturalmente quanto sopra va abbinato ad una seria lotta all'evasione fiscale, onde evitare che i furbi paghino le stesse tasse di chi possiede molto meno di loro (e per seria lotta intendo sanzioni estremamente severe che non siano solo di tipo amministrativo, ma prevedano confisca dei beni e financo la galera per i casi più gravi). Lo stesso principio della “progressività” andrebbe applicato anche su tagli a redditi, pensioni, mancati rinnovi contrattuali etc. perché chi guadagna stipendi (o percepisce pensioni) di sussistenza da 1.000 Euro al mese o poco più (ma anche meno, e purtroppo è un evento non così raro) ha il diritto di vedersi salvaguardato quanto meno il potere d'acquisto da una inflazione che si sta facendo devastante, mentre chi si porta a casa 10.000 Euro al mese può tranquillamente subire un taglio del 10 o 20% senza vedere scalfito il proprio tenore di vita. L'auspicio per il 2012 (senza aspettare magari il 21 dicembre) è proprio questo, vedere finalmente un po' di giustizia sociale, per tutti quanti, per chi viene da paesi in cui si è smarrita la speranza di una vita dignitosa e anche per noi che, pur fortunati rispetto a molti altri, stiamo però arrancando sempre più e abbiamo bisogno di un segnale chiaro ed inequivocabile. Buon anno a tutti
Con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead
Si parla dei Maya, ma anche dello sfruttamento degli altri e della natura. Secondo una teoria la civiltà Maya scomparve proprio perché non seppe rispettare le risorse naturali......
Un film semisconosciuto, vite ordinarie che scivolano nella quotidianità mentre il mondo sta cambiando (e loro non se ne accorgono). Un monito per chi pensa che "tanto alla fine ce la caviamo comunque...."
L'umanità nascosta anche dove non si pensa possa essere può essere una grande risorsa. Per un mondo magari non perfetto ma decisamente migliore di quello che abbiamo adesso
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