Quando la parola assume un ruolo particolarmente importante nel delineare gli svilupi della storia e il carattere dei personaggi. Quando l'uso corretto e consapevole che se ne fa e il modo in cui viene ordinata le danno quella capacità di vestire di significato i linguaggi dell'animo e suscitare attenzione critica sui fatti del mondo. La parola significa, scuote, irrita, emancipa, conosce. Le parole sono importanti.
Un solo giurato si ostina a non accettare un caso di omicidio che sembra chiaramente evidenziato. Così, particolari non tenuti in debita considerazione in precedenza emergono all'improvviso e il ragionevole dubbio spompagina tutte le sensazioni di partenza.La parola della ragione.
Con Florence Carrez, Jean-Claude Fourneau, Marc Jacquier
Bresson fissa l'attenzione sulla nitidezza di dialoghi che palesano la contrapposizione tra chi agisce in buona fede in virtù di un credo che si è disposti a difendere fino al martirio, e chi, invece, condanna in ragione di un pregiudizio imposto dalla ragione del più forte. La parola che fa paura.
Per Harry Caul penetrare il senso profondo delle parole significa identificarsi sempre più con le vittime delle sue registrazioni a mano a mano che queste, da confuse e indistinte, rivelano tutti i loro possibili effetti. La parola della coscienza.
Gavino Ledda, da pastore analfabeta diventerà scrittore e professore di Glottologia. E' durante il servizio militare che inizierà a studiare, cominciando dalle parole, dai diversi significati che ognuna può avere, a scoprire il potere che ne può scaturire dal loro uso corretto e consapevole. La parola che emancipa.
Le parole di Change "Giardiniere" sono il frutto esclusivo di una vita passata fuori dalla vita reale. Eppure affascinano, capaci sia di reggere il confronto con i più sofisticati programmi di governo che di far emergere tutta l'effimera ambiguità dell'intero apparato mediatico. La parola dll'ingenuità.
Con Marie Rivière, Béatrice Romand, Amira Chemakhi, Sylvie Richez, Rosette
Il cinema Eric Rohmer ha un impronta tipicamente letteraria. E' sorretto dalla parola, che scuote l'intelligenza, riempie vuoti e da contenuti ai linguaggi dell'animo. La parola che indaga.
Con Leonor Silveira, John Malkovich, Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, Irene Papas
Il cinema di Manoel De Oliveira rende la parola l'elemento che armonizza virtuosamente il linguaggio parlato. Qui, la consapevolezza di significato di cui viene fatta oggetto, serve a dare un senso tangibile ai fatti della storia. La parola universale.
quoto @Spaggy sul senso di soffocamento e nel ringraziare @Peppe per la play........... poi se si può citerei "La maman et la putain" di Eustache, un fiume quasi ininterrotto di parole lungo più di tre ore, nel mezzo notti parigine, caffè, camere da letto, la parola che costruisce un triangolo tra un uomo e due donne, un triangolo che esplode in un monologo finale da brividi.
Per "Il raggio vedere" parlerei più del silenzio che indaga. E' vero che si tratta di un film di testo, in cui la parola gioca un ruolo fondamentale (per farci capire cosa passa nelle mente di Marie Rivière, dettaglio non trascurabile), ma alla fine, quello che è più importante, quello che dà senso al racconto è contenuto in un silezio, per come la vedo io.
Ci ho riflettuto,devo ammettere che i titoli da te inseriti rispecchiano a 360°il significato che hai voluto dare alla play.Allora voglio ricordare 2 film che"vorrebbero"avere la parola come particolare importante ma invece falliscono miseramente nel loro intento:l'orribile"Nell" e purtroppo "Un'altra giovinezza" del maestro Coppola...
C'entra poco,ma il divertentissimo "Ho fatto splash" di Nichetti potrebbe essere una variante sull'uso della parola.Tornando ad argomenti più seri segnalerei"Il ragazzo selvaggio"di Truffaut per il senso pedagogico dell'educazione alla parola.Infine,probabilmente solo per il titolo,"Ordet"di Dreyer.Ciao.
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quoto @Spaggy sul senso di soffocamento e nel ringraziare @Peppe per la play........... poi se si può citerei "La maman et la putain" di Eustache, un fiume quasi ininterrotto di parole lungo più di tre ore, nel mezzo notti parigine, caffè, camere da letto, la parola che costruisce un triangolo tra un uomo e due donne, un triangolo che esplode in un monologo finale da brividi.
GLI INSOSPETTABILI, LA SIGNORA DEL VENERDI', ecc ...
Per "Il raggio vedere" parlerei più del silenzio che indaga. E' vero che si tratta di un film di testo, in cui la parola gioca un ruolo fondamentale (per farci capire cosa passa nelle mente di Marie Rivière, dettaglio non trascurabile), ma alla fine, quello che è più importante, quello che dà senso al racconto è contenuto in un silezio, per come la vedo io.
... co aggiungerei anche "Film Socialisme" di Godard
Ci ho riflettuto,devo ammettere che i titoli da te inseriti rispecchiano a 360°il significato che hai voluto dare alla play.Allora voglio ricordare 2 film che"vorrebbero"avere la parola come particolare importante ma invece falliscono miseramente nel loro intento:l'orribile"Nell" e purtroppo "Un'altra giovinezza" del maestro Coppola...
C'entra poco,ma il divertentissimo "Ho fatto splash" di Nichetti potrebbe essere una variante sull'uso della parola.Tornando ad argomenti più seri segnalerei"Il ragazzo selvaggio"di Truffaut per il senso pedagogico dell'educazione alla parola.Infine,probabilmente solo per il titolo,"Ordet"di Dreyer.Ciao.
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