Mi limito a dire che seguirò un criterio di disposizione puramente cronologico: pervenire ad una graduatoria sarebbe persino offensivo per quelli che ritengo tutti capolavori. Abbiate pazienza per qualche errore nonchè per la laconicità, piano piano cercherò di sistemare le cose.
Con Werner Krauss, Conrad Veidt, Lil Dagover, Friedrich Feher, Hans Heinrich von Twardowski
L'espressionismo tedesco: periodo fortunato per il connubio cinema - arti visive. Le suggestive soluzioni estetiche, che uniscono impressioni visive e paesaggistiche ad uno stato d'animo contorto, sono senza dubbio favorite dalla mancanza del media sonoro, ma anche da una fantastica ingenuità possibile solo nell'infanzia del cinema.
Con Charles Chaplin, Jackie Coogan, Edna Purviance, Baby Hathaway, Lita Grey
Oltre a fornire il più raffinato esempio di comicità slapstick, Chaplin individua il connubio tra miseria umana - intesa come povertà di mezzi e disperazione - e comicità; è un legame che corrobora entrambi i registri rappresentativi, soprattutto quello umoristico che sembra germinare dai continui capitomboli (veri o metaforici) del protagonista, perchè solo "la stupidità è un erba che cresce senza bisogno di pioggia".
Titolo originale Nosferatu, eine Symphonie des Grauens
Regia di Friedrich W. Murnau
Con Max Schreck, Gustav von Vangenheim, Greta Schroeder
Di nuovo l'espressionismo tedesco, qui però affinato nella rappresentazione in carne (putrida) del male. Non solo suggestioni visive di grande portata - come le celeberrime ombre del vampro - ma anche uno schema sceneggiativo che diverrà archetipico.
Anche il futuro può essere l'inquietante ripostiglio dei nostri incubi. Qui emerge la tematica dell'androide, del robot, come la materealizzazione del più sofisticato e inquietante dei nostri incubi: l'apparizione del doppio. La scenografia, ancora magnificamente compromessa con le arti visive, non ha mai perso quel fascino particolare passando da suggestivo presagio ad esempio "never uncool" di arte futuribile.
Con Charles Chaplin, Virginia Cherrill, Florence Lee, Harry Myers, Al Ernest Garcia
Un momento particolare e nevralgico per il cinema: nella crisi post '29 si staglia, in tutta la sua drammatica ed ineludibile presenza, il sonoro. Qui Chaplin dimostra di saperne ancora fare a meno giocando sapientemente con sensi ed emozioni: la co-protagonista interpreta infatti il ruolo di una donna cieca, lo scioglimento della vicenda è ancora uno dei più toccanti (in tutti i sensi) della storia del cinema.
Titolo originale Vampyr, l'etrange aventure de David Gray
Regia di Carl Theodor Dreyer
Con Julian West, Henriette Gérard, Jan Hieronimko, Maurice Schutz
Grande illustratore di stati d'animo, Dreyer dimostra con questa prova di avere perfettamente introiettato la lezione di Murnau, ma la sviluppa in maniera ancora più sottile. Qui il terrore corrisponde allo stillicidio dell'attesa, ad oggetti e luoghi che si caricano di oscure presenze.
Con Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Bergman
Tra la meccanizzazione della vita ed il processo produttivo esiste sempre l'uomo con i suoi magnifici limiti e goffaggini. Ma i tempi moderni sono anche quelli del sonoro: per il cinema è certo il momento della muta delle penne, ma ci si può ancora permettere il lusso di sbertucciare quest'ultima innovazione.
Con Jack Benny, Carole Lombard, Robert Stack, Lionel Atwill
Nel pieno della guerra, il genio di Lubitsch concepisce caratteri e situazioni che diveranno uno standard per il cinema successivo, quello del dopo-conflitto e del dopo sterminio. La commedia è una macchina perfettamente congegnata, che unisce tratti brillanti a realtà amare allora, come in parte adesso, ancora difficili da accettare.
Con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carell, Elena Altieri, Gino Saltamerenda
In streaming su CineAutore Amazon Channel
Uno squarcio di (misera) vita la cui verità si apre allo spettatore con l'evidenza di un documentario pur non avendone la struttura. E' persino difficile rendersi che questa è pur sempre una messa in scena, il dramma entra dentro al cuore senza mediazioni tanto che, ad esempio, il mesto fragore del pianto del bambino ci risulta realmente intollerabile.
Con Toshiro Mifune, Masayuki Mori, Machiko Kyo, Takashi Shimura
In streaming su Plex
La verità del passato è un dato non più afferrabile e conoscibile, solo un piccolissimo ingranaggio facente parte della sterminata macchina della causalità. Kurosawa ripercorre con occhi differenti il medesimo delittuoso evento e gli esiti narrativi risultano entusiasmanti.
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