Regia di Joel Schumacher vedi scheda film
Un film che ai tempi fece un certo scandalo nel mostrare come anche il modesto travet possa diventare uno spietato killer seriale davanti ad una serie di difficoltà esistenziali, acuite da una calda, caldissima giornata californiana
Metti un mite impiegato con la faccia da Paolo Bonolis che perde la testa in una calda giornata californiana, nel tentativo di raggiungere (ospite non gradito, dopo la separazione dalla moglie) la figlioletta che compie gli anni. E metti un poliziotto all'ultimo giorno di servizio prima della pensione, altrettanto mite e con la faccia alla Enrico Beruschi, che si mette alle sue calcagna dopo che l'impiegato è diventato un criminale seriale ed apparentemente inafferrabile. Gli ingredienti per un buon film ci sono tutti, ed anche se ai tempi fece non poco discutere per una certa banalizzazione del male ed un possibile incitamento alla giustizia fai da te, in realtà ha più da dire di quanto sembri sulla stereotipizzazione della felicità familiare modello Mulino Bianco, e di come si faccia presto ad uscire dai binari di una vita monotona e prevedibile quando le difficoltà si accumulano e, in una mente fragile e paranoica, assumono le sembianze di macigni insormontabili. Douglas, che ci ha abituato a ruoli spesso ben diversi, è comunque all'altezza di una prova non semplice, evitando che il protagonista si trasformi presto in una macchietta del giustiziere della notte di turno.
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