Regia di Bernardo Bertolucci vedi scheda film
Piccoli Dalai Lama crescono,anche in quel di Seattle.Bertolucci abbandona del tutto la sua volontà di trasgressione per raccontarci una duplice storia,quella di un bimbo di Seattle ritenuto un possibile nuovo Dalai Lama da alcuni monaci tibetani che lo hanno individuato(assieme ad altri due bambini) e quella del Siddharta,impersonato da un efebico Keanu Reeves.Il film oscilla tra la quasi banalità della parte ambientata nel presente(ma nella seconda parte del film quando i bambini prescelti sono in Tibet il film si alza sicuramente di livello) e la poesia delle immagini della narrazione della genesi del Buddha in cui la fotografia di Storaro contribuisce a rafforzare il tono favolistico della narrazione.La stessa fotografia che "spegne" i cromatismi della parte ambientata a Seattle nel presente come a sottolineare se ce ne fosse ulteriore bisogno la differenza tra la favola vissuta nel Tibet(e raccontata negli inserti,quasi dei quadri animati,che raccontano la storia di Siddharta).Purtroppo ad alcune parti di altissimo livello cinematografico si succedono parti molto meno efficaci e si avverte sempre un certo scarto tra la parte che racconta il passato e quella che racconta il presente che è meno attraente.Anche se rubano lo sguardo alcune scene con protagonisti i bambini nel santuario tibetano.Bertolucci sforna un'opera quasi esplicativa su cosa è il buddhismo che a tratti sfiora la didascalia.Un opera ambiziosa e non del tutto risolta stretta tra l'urgenza di spiegare e quella di illustrare degnamente tale poesia.In questo film,non del tutto riuscito,stavolta credo che prevalga l'arte dell'illustratore su quella del narratore....
regia di grande impatto visivo
efebico
bravino il ragazzo
mediocre
anche lei non brilla
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