Regia di Rob Cohen vedi scheda film
Film biografico molto romanzato, ispirato alla storia del campione d'arti marziali Bruce Lee e tratto in parte dal libro scritto da sua moglie Linda. Non proprio tutto quello che si vede è successo realmente (qualche variazione puramente inventata c'è e di solito non manca mai in opere cinematografiche di questo genere), ma quasi. La trama è ben sviluppata, coinvolgente, toccante all'occorrenza e con una narrazione classica ed elegante. Certamente non è un film d'arti marziali anche se qualche combattimento c'è, perchè ripercorre la vita di Bruce Lee dal punto di vista umano, mostrando i suoi sogni, desideri, paure, pregi, difetti, spiritualità ed abilità. Inizia raccontando il suo arrivo in America, le sue prime difficoltà ad inserirsi in un paese nuovo ed un po' ostile verso la razza asiatica, le sue piccole e grandi lotte, i suoi problemi fisici, il suo amore ed il suo matrimonio inizialmente contrastato con Linda, l'arrivo di due figli ed il suo improvviso successo nel mondo del cinema. Tutto è ben articolato, mai banale o retorico e la sceneggiatura e la bravura degli attori, riescono a dare la giusta intensità e dignità alla storia. Efficace poi è soprattutto la vena surrealistica ed onirica che sfiora alcune sequenze in cui Bruce vede tra sogno e realtà, la sua tomba con la data di morte e vede che a un certo punto, anche suo figlio Brandon si avvicina e lo invoca speranzoso di aiutarlo e salvarlo dal demone che sembra volerlo uccidere. Una chiara metafora questa, del legame che li ha purtroppo uniti nella leggendaria maledizione dei Lee, a causa della quale sono entrambi morti prematuramente.
Intenso ed espressivo, nulla da ridire ad eccezione del fatto che se fosse stato fisicamente simile a Bruce Lee (nel suo caso non lo è affatto) sarebbe stato perfetto.
Discreta.
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