Regia di Barbet Schroeder vedi scheda film
- "Vedi, questo è un mondo dove ognuno deve saper fare qualcosa.
Io non so chi ha stabilito questa regola ma ognuno deve saper fare qualcosa; bisogna essere qualcosa, non so... dentista, pilota di aeroplano, spacciatore... portiere, predicatore, capisci?
A volte, sai... mi stanco solo a pensare alle cose che non voglio fare, a tutte le cose che non voglio essere... ai posti che non voglio vedere, come l'India; non voglio lavarmi i denti... salvare le balene... sono cose che non capisco."
Affascinante incursione nel mondo sporco, fatiscente, amaro e alcolizzato di Charles Bukowski; che dalla nostra prospettiva appare chiuso, triste e deprimente, ma che dall'interno risulta essere l'unico possibile.
Una bella casa, un lavoro, una macchina, buone prospettive per il futuro... non sono indispensabili, anzi, come dice il nostro Henry (alter-ego di Bukowski) , sono "gabbie con le sbarre d'oro"; basta una bottiglia di Scotch, una donna e un po' di musica per vivere al meglio questa vita; senza paura e senza rimpianti.
- "Io appartengo alla strada, non mi ci sento qui, non riesco a respirare."
- "Forse perché non ci sei abituato, ma qui puoi crescere"
- "Bella, le piante crescono. Io odio le radici."
Un'opera desolante, a senso unico, fastidiosa ma affascinante; scritta in modo impeccabile dallo stesso Bukowski e diretta con semplicità da Barbet Schroeder. Rourke grandioso.
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