Regia di Castellano & Pipolo vedi scheda film
Con la scomparsa di Eleonora Giorgi se n’è andato un pezzo di infanzia e preadolescenza generazionale strettamente legata al piccolo schermo che trasmetteva i film del grande. Sarà retorica, però, quegli occhioni blu, quel viso di una bellezza letteraria le davano un’aura di musa ispiratrice. Non era maliziosa, ambigua e selvaggia come Ornella Muti. Aveva un sorriso dolce e dei capelli biondo oro, una simpatia istintiva, temperamento brillante e una voce leggermente arrochita. Presenza celestiale, fin dal colore di quegli amati abiti. Rivedendola nelle commedie in cui fu regina, tutte queste sensazioni arrivano nette e restano indelebili. Era perfetta in quelle pellicole surreali di Castellano & Pipolo: trasognate, se vogliamo pasticciate, catapultate tra la fine dei settanta e primi ottanta, tra campagna e città, antico e moderno, costumi anni venti e auto d’epoca, agenti di cambio e mogli avide.
Nei panni di Finnicella calza bene le vesti stracciate di strega del ‘600 mandata al rogo dalla santa inquisizione (rappresentata dal cardinal Altieri) e poi con dei vestiti moderni nella Milano e nella Roma di fine contestazioni. In “Mia moglie è una strega” la Finny 1980 finisce in un corteo di femministe che urlano contro i maschilisti. Praticamente i padri padroni del cinema italiano del tempo ai quali lei teneva testa con le sue mature interpretazioni. I divi stralunati Renato Pozzetto (qui in doppia veste, prima cardinale dopo agente di borsa) e Adriano Celentano (“in “Mani di velluto” e “Grand Hotel Excelsior”) e la stessa “strana copia” di sceneggiatori-registi seriali di vecchi classici del cinema americano anni quaranta. Quella cifra nostalgica mescolata alle gag, ai buoni sentimenti, al bene che trionfa sul male (il diavolo Asmodeo), l’amore sulla vendetta.
Il tocco magico che Eleonora Giorgi sapeva dare con naturalezza è rafforzato dai motivetti del Clan di Celentano: Nando De Luca oppure Detto Mariano con il tormentone “Magic”, “Il mare al tramonto”, “Maleficio” etc. Quella squisitezza di battuta, di portamento trova(va)no nella sua figura compimento assoluto. E se il film in questione lascia il tempo che trova, ieri come oggi; lei no, ha quel tocco di grazia che fa magie, salva il protagonista e noi spettatori sognanti.
Mia moglie è una strega (1980): Eleonora Giorgi
Mia moglie è una strega (1980): locandina
Mia moglie è una strega (1980): Eleonora Giorgi
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