Regia di David Yates vedi scheda film
Uno dei primi grandi eroi del cinema, Tarzan delle Scimmie ha avuto molti volti e corpi, e più o meno ogni decade abbiamo avuto una rilettura del bambino cresciuto dai primati e divenuto colui che comunica con gli animali, contro i soprusi e le crudeltà degli uomini venuti a distruggere quella parte d'Africa. Il regista degli ultimi capitoli della saga di "Harry Potter", David Yates, si è fatto affidare la versione 2016 per riaprire, forse, una nuova serie che vede di nuovo saltare con le liane e aggirarsi nella jungla il personaggio di Edgar Rice Burroughs. "The legend of Tarzan" è allestito viaggiando tra l'Oggi di fine Ottocento e lo Ieri della storia del Re delle Scimmie, contemplandono all'inizio già tornato John Clayton, signore di Greystoke, e sposato con Jane Porter, chiamato a cercare di fermare un'invasione belga dai servizi segreti inglesi. Difficile realizzare qualcosa di nuovo con una storia vista molte volte, come quelle di Dracula e Frankenstein, ed è inevitabile la sensazione di dejà vu che si può provare assistendo a questo comunque onesto film d'avventura: Yates, dalla sua, adopera un buon ritmo e prova a tratteggiare delle vulnerabilità a questo Tarzan che rimane a torso nudo, ma invece di rimanere col solo perizoma di stoffa o di pelle, ha i pantaloni aderenti che gli consentono gran movimento. Del cast, Alexander Skarsgaard ( forse dai tratti un pò troppo raffinati per il personaggio) è un Tarzan ovviamente simpatico per l'apertura mentale e l'umiltà dell'eroe rispetto alla Natura, Margot Robbie è una Jane combattiva e speranzosa, Samuel L.Jackson sembra presente più per onorare un contratto che per convinzione, mentre Christoph Waltz è più in parte nell'impersonare un malvagio che uccide munito di un rosario.
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