Regia di Paul Gross vedi scheda film
Sulla Prima Guerra Mondiale mancava, a quel che mi risulta, un contributo cinematografico sostanziale proveniente dal Canada (per l'Australia provvide a suo tempo Peter Weir con Gallipoli).
Questo contributo arriva nel 2008 con Passchendaele, un titolo che rimanda ad uno degli episodi più sanguinosi dell'intero conflitto - per quanto mi riguarda, ricordo una canzone d'identico titolo, degli Iron Maiden.
Gli aspetti interessanti del film di Paul Gross riguardano la partecipazione del giovane paese nordamericano alla Grande Guerra e la brutalità cui costringono i combattimenti anche le anime belle: significativa in proposito è la sequenza iniziale dell'uccisione alla baionetta del giovane mitragliere tedesco.
Purtroppo, anche qui, ad inficiare le buone intenzioni c'è l'inevitabile storia sentimentale, che prevede incontri ed agnizioni al fronte, come se si fosse a una festa di paese. Questo aspetto rischia di prendere il sopravvento su tutto il resto, fin quasi a soffocare le sequenze belliche, di buona efficacia, nonostante l'insopprimibile tendenza alla semplificazione.
Si nota anche un eccesso di poeticismo che, unito al concentrarsi dell'attenzione su due personaggi, può rischiare di far perdere la visione d'insieme e in particolare sulla durezza dei combattimenti presso Passchendaele.
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