Regia di Chris Sparling vedi scheda film
Falso documentario girato a basso budget, partito come tentativo di dire qualcosa sui veri centri di ricerca psichica, poi deviato in zona "militari cattivi" e capottato sul finale con una posseduta da esorcizzare...
The Atticus Institute (2015): locandina
A metà Anni '70 il dott. Henry West (William Mapother) è a capo di un gruppo di ricerca stile il celebre S.P.R. di Londra (Società per la Ricerca Psichica): con sede in Pennsylvania, il team analizza persone con presunte facoltà paranormali mediante applicazione di test a base di carte Zener e psicocinesi. Quando al centro capita Judith (Rya Kihlstedt) le cose prendono una piega incontrollabile: la donna dimostra facoltà estremamente anormali, al punto che West si rivolge ai militari. Questi prendono il controllo della situazione nel tentativo di sfruttare -per finalità strategiche e politiche- i poteri della donna, ormai tenuta prigioniera e sottoposta a scariche elettriche se non disposta a collaborare...
The Atticus Institute (2015): Rya Kihlstedt
Quando non si hanno mezzi a disposizione ma tanta faccia tosta (e un pregresso come sceneggiatore per film dimenticati a tempo di record tipo Buried - Sepolto vivo e ATM - Trappola mortale) o ci si chiama Chris Sparling o si realizza un mockumentary che poi è la stessa cosa: quello che ne salta fuori è un mostruoso Blob, con all'interno di tutto di più, dal titolo Atticus Institute.
The Atticus Institute (2015): Rya Kihlstedt
A prescindere che il tempo darà ragione al fatto che questo tipo di prodotto non può essere definito un film, qui si tirano in ballo troppe questioni (c'è spazio anche per citare la sovietica Nina Kulagina) ma con metodo da palinsesto televisivo: interviste ai presunti protagonisti dei fatti, filmati d'epoca (ottima però l'attenzione ai costumi), foto e prolisse biografie con evidente intenzione di arrivare ad un metraggio decoroso. Pare quasi di trovarsi in una trasmissione via di mezzo tra Misteri, condotto da Lorenza Foschini, e Voyager di Giacobbo! Quando poi l'autore ci profila l'ingresso di un esorcista munito di maschera anti NBC... non si riesce più a seguire il delirante intreccio contorto e arenato sul piano (forzatamente inserito) demoniaco.
The Atticus Institute (2015): Rya Kihlstedt
Rispetto a molti altri titoli dello stesso tipo, ovvero falsi documentari, questo è sicuramente realizzato con certa cura nella parte iniziale ma resta un lavoro senza senso e, quel che è peggio dato il genere, non incute timore, men che meno paura o angoscia. Dura meno della media (non raggiunge 80 minuti) ma riesce nel quasi impossibile esito di farsi interrompere più volte per indurci a fare altro, anche controvoglia.
The Atticus Institute (2015): Rya Kihlstedt
In Dvd (ma non bluray) per la Universal nel corretto formato anamorfico 2.35:1 e con buona traccia audio 5.1.
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mamma mia che razza di pellicola,meno male che anche tu ogni tanto trovi qualche flop,sai quenti me ne capitano.....grazie.
Ciao Ezio. Sinceramente non ho la pretesa di avere ragione. In nessun caso. Questo è l'effetto che mi ha fatto il film. Spero sempre di non ferire chi, invece, magari ha gradito. Ma trovo interessante il confronto e, soprattutto, essere sinceri nelle opinioni...
Grazie per il commento.
Ciao!
Lo vidi tempo fa. Una vera sonora ...onzata
Beh... fa piacere non essere il solo che ha questa opinione...
Grazie Carlo.
Ciao
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