Regia di Massimo Natale vedi scheda film
Una giovane, ricca e piacente vedova ha fra le mani il diario del marito appena morto, ma è scritto in tedesco. Chiede così aiuto a uno studente esperto di traduzioni. Le rivelazioni contenute nel diario sono scioccanti, e per di più la donna sente un'irrefrenabile attrazione fisica verso il traduttore.
Opera seconda di Massimo Natale, Il traduttore arriva a distanza di sei anni dall'esordio di L'estate di Martino (2010) e conferma sia le competenze tecniche del regista che la sua propensione verso un cinema impegnato e 'autoriale', intendendo con questo aggettivo l'indipendenza da mode, stili, tematiche popolari. Detto ciò, però, si esaurisce il lato positivo della faccenda, pur non essendo poco; Il traduttore è infatti una pellicola striminzita nei contenuti, molto più memorabile per le torride - e decisamente verosimili - sequenze di sesso fra Claudia Gerini e Kamil Kula che per la sua trama o per i poco efficaci colpi di scena in essa presenti. Se la sceneggiatura firmata da Marie Giaramidaro e Nikolaus Mutschlechner con Leonardo Fasoli, Elisabetta Lodoli e Marta Dudkiewocz Leone non sorprende, non inquieta, non fomenta la tensione quanto vorrebbe o per lo meno dovrebbe, un plauso va invece alla confezione del lavoro, ottenuta grazie ai contributi di Annalisa Schillaci (montaggio), Massimiliano Lazzaretti (colonna sonora) e soprattutto di Daniele Ciprì (fotografia). Apprezzabile anche il cast, che a fianco dei due già citati protagonisti schiera fra gli altri Marcello Mazzarella, Piotr Rogucki, Anna Safroncik (il suo personaggio è forse quello meno riuscito, più stereotipato di tutti) e Silvia Delfino. 4/10.
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