Regia di Joachim Trier vedi scheda film
La storia di un padre e di due figli, quello maggiore, giovane docente in sociologia sposato con una donna che ha appena partorito, e quello minore introverso, che vive con il padre in un rapporto di incomunicabilità, chiuso nei suoi videogames.
Se vogliamo è la storia di una famiglia in via di decomposizione, frammentata, per via della morte della moglie e madre, fotoreporter internazionale, che andava e veniva da casa in continuazione, per via della sua professione, e che un giorno si è schiantata con la macchina, ironia della sorte proprio vicino all'abitazione di famiglia.
Intorno a questo incidente e alla perdita, si profila ora, dopo tre anni dalla sua morte, una mostra fotografica per commemorarla, con in più un articolo di un suo collega che vuole svelare lucidamente e contestualmente le cause suicidali dell'incidente medesimo. Il marito acconsente a questa scelta, ma deve dirlo al figlio minore che non sa nulla delle cause, perciò chiama in suo aiuto il figlio maggiore, il quale innanzitutto vuole mettere ordine sul materiale fotografico ancora inedito della madre, e inoltre non è convinto che la pubblicazione dell'articolo sia la scelta giusta. Questa la trama generale.
Ma quello che mi ha davvero colpito dell'opera è la capacità della regia di mettere in luce i protagonisti nell'ambito esistenziale delle proprie possibilità, i quali pertanto, ciascuno per sé, ripesca e costruisce i propri ricordi della donna madre-moglie secondo il proprio vissuto, costellato da immagini emozionali proiettate nel presente e nell'avvenire, immagini cioè che a loro volto deflagrano in altre immagini confondendosi con il passato, il presente e il futuro, secondo profili incerti e precari, come lo è il senso di un'esistenza della famiglia che rischia il collasso, incapace di condividere una perdita che sia in grado di ricomporre quei vissuti in una comunicazione se con traspare almeno costruttiva.
Il film è pertanto necessariamente ondivago e debordante, segue i labirinti di ciascuno, del padre e dei due figli, i quali hanno tutti ombre e luci da rivendicare l'uno sugli altri, girando intorno alla perdita, alle sue conseguenze e alle possibilità di queste conseguenze.
A mio avviso è stato sottovaluto. 8
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