Regia di Don Siegel vedi scheda film
Prodotto gradevole ma datato e con qualche buco nella sceneggiatura. La trama sfrutta il concetto, in voga in quegli anni, che l'ipnosi potesse portare le persone a fare le cose più assurde, trasformandole di fatto in automi la cui mente poteva essere programmata dall'ipnotista come un banale (ed infallibile) calcolatore. Su questa base si fonda il programma segreto del KGB, Telefon, che viene attivato da un mitomane proprio nella fase di riappacificazione e distensione tra USA e URSS. Poiché il programma è tanto segreto da essere ignorato persino dalle alte sfere del Cremlino, viene ingaggiato un agente dalla memoria eidetica e dalla grande professionalità per risolvere la questione e individuare e far fuori il traditore. Charles Bronson riveste discretamente il ruolo e tutto sommato funziona ma le falle nella sceneggiatura, di cui sopra, mortificano in parte la pellicola. Non si capisce infatti perché Barbara (la spia americana che collabora con il KGB) provi inizialmente ad avvelenare o comunque drogare Gregor, quando ancora di fatto non sembrava aver ricevuto l'ordine di ucciderlo. Non si capisce nemmeno perché Dalchimsky viaggi per tutto il paese quando potrebbe (come di fatto prova a fare nel finale) attuare il suo piano in pochi passaggi e con molta più efficenza operando sempre dallo stesso luogo.
Don Siegel ha mestiere e si vede ma la pellicola ha delle pecche e qualche punto morto, la consiglio pertanto solo agli amanti delle spy-story.
Buono per il ruolo.
Gradevole, discreta prova.
Ottima scelta.
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