Regia di Peter Weir vedi scheda film
All'Accademia Welton, un elitario college del New England, nell'autunno del 1959 arriva un nuovo insegnante di letteratura, John Keating, che si fa subito notare per i metodi pedagogici assolutamente inconsueti per i tempi e per l'istituto: con gesti a volte plateali infonde negli studenti l'amore per la vera poesia e, soprattutto, una grande fiducia nei loro mezzi intellettuali. La situazione degenera quando uno dei ragazzi, Neil, dominato da un padre autoritario, si mette in urto con l'austera famiglia per fare d'attore.
Un film che parla di amore, di amicizia, di lealtà e che riflette sull'importanza dell'adolescenza, della cultura e dell'arte in particolare. Che porta lo spettatore a guardare la vita e le opportunità da diverse angolature, proprio come fa il professore con i suoi alunni.
I personaggi degli studenti sono tutti interessanti e estremamente sfaccettati.
Tutti hanno i loro pregi, le loro doti, le loro debolezze e i loro difetti.
I personaggi negativi sono invece monodimensionali e potevano forse essere più approfonditi, questo è vero; ma rappresentano bene una generazione dalla mentalità preistorica, trapassata. Che vista con occhi moderni è insopportabilmente irritante e da denuncia.
Il tono passa abilmente dall'ironia iniziale al tragico finale distruggendo le certezze e le aspettative che si creano inevitabilmente nella prima parte, lasciando allo spettatore il compito di ricomporre i pezzi.
Un Williams in stato di grazia. Indimenticabile lo sguardo finale ai ragazzi sui banchi.
"Carpe Diem. Cogliete l'attimo, ragazzi... rendete straordinaria la vostra vita."
Un classico.
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