Regia di Emile Ardolino vedi scheda film
Nel 1964 un giovane avvocato muore in un incidente, lasciando la moglie incinta; ma si reincarna nel corpo di un altro, e vent’anni dopo ritrova vedova, figlia e migliore amico (da sempre innamorato della prima). Commediola fantastica senza nessunissima pretesa, anello (debole) di congiunzione fra Il paradiso può attendere e Ghost: difficile parlarne bene, inutile parlarne male. Meglio sorvolare su una sceneggiatura in cui si staccano assegni da due milioni di dollari come se nulla fosse e in cui un giudice corrotto riceve denaro da un boss all’aria aperta. Il lato più gradevole è il reparto attoriale, che schiera due coppie di generazioni diverse: un po’ troppo agitato ma in fondo simpatico Downey; autoironico l’ex sex symbol O’Neal, costretto a sfoderare la pazienza di Giobbe prima di poter impalmare la donna amata; incantevoli le interpreti femminili, che sembrano davvero madre e figlia.
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