Regia di Ghigo De Chiara vedi scheda film
Ghigo De Chiara ha avuto nella seconda metà degli anni Settanta il suo momento di fortuna nel cinema; principalmente è ricordato - certo, dagli esperti di trash/scult/commedie erotiche all'italiana - per aver collaborato alla sceneggiatura di alcune opere di Vittorio Sindoni (Per amore di Cesarina, La signora è stata violentata... un paio di titoli giusto per capire il tenore delle pellicole), ma va rilevato anche il 'grande salto' dietro la macchina da presa per Che notte quella notte, girato nel 1977 e sua unica regia. La sceneggiatura - del solo De Chiara - segue la falsariga delle pochade sentimental-pruriginose in ambiente piccoloborghese di Sindoni; c'è qui però un certo retrogusto nostalgico/malinconico che porta istintivamente ad accostare i tre personaggi maschili al centro della storia ai protagonisti di Amici miei: uomini di mezza età, sostanzialmente realizzati e senza nulla più da chiedere alla vita, che si regalano una botta di vita e di furore. Purtroppo però la grana grossa dell'umorismo di Che notte quella notte vanifica ogni ulteriore similitudine alla pellicola di Monicelli (a parte, chiaramente, la presenza in scena di Adolfo Celi); se la storia parte da spunti interessanti per poi crollare sotto i colpi di battutacce da bar e nudi femminili gratuiti, non si può comunque sottovalutare l'importante apporto del cast: oltre al citato Celi troviamo infatti Enrico Maria Salerno, Turi Ferro, Valeria Moriconi, Enzo Robutti e Fiorenzo Fiorentini. A conti fatti, è comprensibile perchè l'avventura di De Chiara come regista si sia conclusa qui. 2,5/10.
Uno stimato professionista di mezza età, nel corso di una notte di inquietudine, coinvolge la moglie, la servetta, un vicino di casa e un amico in una girandola di situazioni equivoche, senza mettere piede fuori dal proprio appartamento.
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