Regia di Christian Petzold vedi scheda film
Un buon film ma non imperdibile.
Da non confondere con Il segreto dei suoi occhi (un capolavoro argentino), è un film tedesco che narra di una donna, sopravvissuta al lager, che torna alla vita di tutti i giorni dopo essersi dovuta rifare chirurgicamente il volto. Va alla ricerca del marito (che non era ebreo e non fu deportato), lo trova ma non viene riconosciuta. Viene però da lui sfruttata, per la somiglianza che ha con la moglie (da lui creduta morta); per lei sarà l’occasione di tornare a vivere veramente.
Film che basa tutto sul fatto che la donna sopravvissuta è una disadattata (perché non dice al marito chi è?), per una buona mezz’ora non è niente di che, mentre è un buon film nell’ultima ora, con tutte le rivelazioni e i piccoli colpi di scena, fino al bel finale che non va svelato.
Film sicuramente d’essai, passato abbastanza inosservato, anche se pare che sia tra i film tedeschi col maggiore incasso all’estero. Opera molto curata, molto ben recitata, con un’ottima sceneggiatura (il punto di forza); non seguo l’enorme entusiasmo della critica e gli darò in definitiva un 7: promosso ma non imperdibile. Il titolo originale era Fenice, per rimarcare la resurrezione; il titolo italiano è più banale e gioca a ricordare altre opere.
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