Regia di Sam Taylor-Johnson vedi scheda film
Lei fa quello che vuole lui e lui fa quello che dice lei…
Perbacco, per un rapporto sadomaso, incentrato sul dominio e la sottomissione, i ruoli appaiono piuttosto confusi.
Film pseudo pruriginoso per borghesucci annoiati, per Melisse P. più o meno stagionate che dai 100 colpi di spazzola intendono passare ai 100 colpi di frustino in (vero) cuoio e autentiche piume di struzzo
(prego astenersi eco-pelle, corde in nylon, cravatte in poliestere, elastame, finta seta, cotone grezzo, pomelli che non siano d’ottone, mobilia ikea, utilitarie e fantozziani voli charter…).
La protagonista, Anastasia, è la classica ragazza acqua e sapone della porta accanto, un po’ imbranata e per di più ancora vergine, che aspetta l’arrivo del principe azzurro.
A farle visita è però il principe grigio, come le 50 sfumature di perversione che si porta dentro!
Galeotta fu una specie d’intervista fatta da lei (per fare un favore alla titolare del pezzo, quel dì febbricitante) a lui, nel bell’ufficio così tirato a lucido da potercisi specchiare.
Inizia la frequentazione che prende subito strade di focosa intimità.
Lei, dopo una vita di rifiuti consegnati e rigida clausura, si butta a capofitto nel di lui torbido universo glamour fatto di devianze e traumi fanciulli, di imperativi da ordinare e sculacciate da infliggere a mani nude o con cinture di quelle tanto robuste da spellare vivi e scorticare fino alle ossa.
Ma lei non presenta graffi, segni o lividi alcuni e, soprattutto, continua a sedersi come se le sue sode natiche avessero conosciuto esclusivamente vellutati petali di rosa.
Qualcosa non quadra, diremmo noi…
Tutto, invece, quadra alla perfezione perché il film è solo la rappresentazione delle fantasie erotiche di una donna (al secolo E.L. James pseudonimo di Erika Leonard) assemblate in forma di romanzo.
E infatti, cos’è, se non una classica fantasia di donna, il racconto su una ragazza comune, carina, casta e pura, capace di attirare l’attenzione di un giovane belloccio miliardario, (potenzialmente) circondato da fior fior di strafighe (comprese le segretarie) che lui naturalmente non si fila nemmeno di striscio?
È un ragazzo triste e tormentato, un infelice, non ha mai conosciuto l’amore ma solo il sesso, quello estremo.
Però qualcosa è destinato a cambiare.
La fanciulla verginea con la vocazione della crocerossina, avendo visto troppe volte “Io ti salverò”, parte per la crociata redentrice del giovine dissoluto. Crede nel suo lato romantico, vuole trasformarlo nel bravo classico fidanzatino tutto baci, carezze, smancerie e famigliuola felice riunita attorno ad una ricca tavola imbandita.
Ma lui proprio non ci sta, nonostante avverta un cambiamento, uno sbocciare dentro come mai gli era successo.
È la magia di stare con lei, creatura speciale, dolce candida pulzella ma al momento giusto (iniziata ‘per mano’ di lui) femmina ardente e spregiudicata come il sesso che praticano instancabili.
Poiché è il punto di vista di una donna sognatrice di storie d’amore e sesso travolgente da far girare la testa e azzerare il fiato, è chiaro che a letto è lui a dominare, ma anche fuori, nella vita sociale, è lui che vuole lei tutta per sé, ne è come stregato, e le ripete, con gli occhi di bragia, che è sua, solo sua e di nessun altro.
È in fondo quello che tutte le donne vorrebbero sentirsi dire dall’uomo che frequentano o vorrebbero frequentare.
Lui la conduce nella sua stanza dei giochi e le struscia il flagello sul corpo nudo e acerbo e poi la prende con forza, più volte, in varie posizioni.
È in fondo quello che tutte le donne vorrebbero farsi fare dall’uomo che frequentano o vorrebbero frequentare (magari senza flagello, che infatti fa la sua comparsa ‘attiva’ in scena per pochi rallentati -estetizzanti?- secondi, dopodiché via gli accessori, si passa alla vecchia classica maniera missionaria).
Sono solo voglie, innocenti evasioni al femminile. E in fondo, perché non assecondarle?
L’autrice nelle sue spinte, conturbanti fantasie fattesi pagina scritta si sarà rifatta al vecchio detto: finché c’è gusto non c’è perdenza.
Ed è quando le indomite voglie si fanno materia filmica che il sogno eccitato si sgonfia e perde i pezzi per strada.
Risultando asettico, mai sensuale, giammai erotico, piatto e freddo come una lastra di marmo, di prima qualità però, come tutto lo scenario adibito all’occorrenza, perché alla fine una domanda sorge spontanea: se Mister Grey fosse stato un prestante ma anonimo scopatore "forte" con tendenze fetish da padrone, avrebbe fatto il medesimo effetto sulla cenerentola nel paese delle meraviglie Anastasia?
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