Film a dir poco "forte" sulla crisi immobiliare Statunitense: quella crisi, per intenderci, che ha indotto una crisi economica di livello mondiale intorno al 2008.
Riviviamo la problematica attraverso le vicende di una delle tante vittime, sfrattato da un giorno all'altro dalla casa in cui è nato ed ha vissuto per tutta la vita. Uno "schifo morale", come avrebbe detto una mia vecchia professoressa; ma il protagonista, con la forza della disperazione di tirare avanti e di volersi ricomprare la casa che considera sua, si mette poi al servizio dello spietato agente immobiliare che lo ha sfrattato e che ha fatto, di questi sfratti e di quanto girava attorno ad essi, un giro di affari lucrosissimo quanto vergognoso.
Gli affari vanno bene al nostro protagonista, che però alla fine viene vinto dagli scrupoli di coscienza (che il suo datore di lavoro invece non ha), convinto anche dal fatto di essere stato rinnegato pure dalla sua famiglia. Allora si ribella e torna a schierarsi dalla parte dei più deboli ingiustamente sfrattati.
Tanta immoralità e spietatezza, ma rappresentata per un giusto fine, quello di mostrare lo schifo di certe persone che solo per brama di ricchezza ha portato tanta gente alla disperazione e causato una crisi economica di dimensioni planetarie.
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