Regia di Steve James vedi scheda film
Il regista Steve James lavora a un film insieme a Roger Ebert, ma quest’ultimo si ammala gravemente, così James decide di fare un documentario su di lui. Ma lui chi? Ebert, scomparso nel 2013, è stato il più importante critico cinematografico statunitense dopo Pauline Kael e Andrew Sarris, che erano però di un’altra generazione. «Star e regista assoluto della sua vita», un premio Pulitzer e mezzo secolo di carriera al “Chicago Sun-Times”, lontano da Hollywood Ebert s’inventa una professione che fino a lui quasi non era tale (Kael e Sarris erano prima di tutto intellettuali), trasformandola in un sistema di comunicazione popolare, la critica come diffusore di amore per il cinema. Stile brillante, a volte un po’ cialtrone (in senso buonissimo), con il collega Gene Siskel conduce per anni un programma tv di cinema concepito tipo una sitcom, dove i due giornalisti battibeccano in una sala come fossero Laverne e Shirley, ma su Scarface o Apocalypse Now. Il documentario ne segue la carriera con testimonianze assortite, secondo un procedimento professionale, però molto codificato (interviste e materiali di repertorio - specie televisivi - in montaggio alternato). Certo, parliamo di un personaggio eccezionale, punto di riferimento di ogni cinefilo, ma non si capisce bene a chi Life Itself sia rivolto, specie in Italia dove Ebert è poco conosciuto fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori.
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