Regia di Mike Binder vedi scheda film
Pur con un ottimo conto in banca e uno status sociale di alto livello, l'avvocato Elliott Anderson ha i suoi problemi: ha perso la figlia diciassettenne, morta di parto dando alla luce la nipotina, che vive con lui, e quando lo vediamo per la prima volta, se n'è appena andata anche la moglie; inoltre, l'uomo ha fin troppa disinvoltura nel riempirsi il bicchiere, e la consuocera afroamericana decide di intentargli causa per sottrargli la custodia della bambina. Dramma su un conflitto per stabilire dove sia più giusto crescere un minore, "Black or white" avrebbe le premesse per poter essere un buon film, ma la regia di Mike Binder, che ha da sempre girato dramedies, cioè quel genere che impasta appunto temi e momenti seri con tonalità da commedia, non appare del tutto sicura, e si dilunga spesso, dipingendo personaggi che, in opposto al titolo del film, sono molto "normali", quindi persone con molti difetti. E questo va a vantaggio della pellicola, però, più di una volta, si prova la sensazione di assistere a cose raccontate con un pò di superficialità, perchè tra alcolismo, crack consumato sulla veranda, un tentativo di omicidio, e conflitti legali annessi, risolverla con un pò di lacrime e qualche sorriso solidale, pare un pò poca roba, oggettivamente. Lontano un bel pò da un classico sul tema quale "Kramer contro Kramer", il film sembra aver problemi a decollare, con due protagonisti in contrasto non spesi benissimo, come Costner e la Spencer, coinvolgendo relativamente il pubblico. E con una storia del genere, è il primo dei difetti.
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