Regia di James Wan vedi scheda film
Fast & Furious 7 (2015): locandina
Il cortocircuito realtà-finzione - inevitabile, attesissimo - legato alla dipartita di Paul Walker produce, alla fine, una comoda moscia postilla appiccicata al film del tutto slegata dagli eventi. Un'ultima breve corsa con il compagno fraterno Dom, poi un simbolico bivio divide le strade dei due; mentre un fugace collage di immagini del biondo attore tratte dai precedenti episodi - in teoria le più significative, in pratica la modalità è random - si dissolve fino ai titoli di coda.
Banalmente, la sequenza più autentica delle due ore e passa di Fast & Furious 7 (ma giocando facile). Megashow pericolosamente "michaelbayiano" (no, non è un complimento), l'ultimo capitolo diretto dal James Wan di Saw e The Conjuring: nella putrefazione del senso (dei sensi) dell'opera, nell'anima svuotata di qualsiasi connotazione emozionale che non sia violentemente sbattuta in faccia (e dalla durata limitata al minutaggio), nella piatta standardizzazione dei valori in campo, nella palese noncuranza per quello che raccontano e per come lo fanno.
E per l'idea dello "spettacolo": puro sciocco ammasso qualunquista di riprese e inquadrature epilettiche, di velocissimi/voracissimi spostamenti della mdp in cui regnano sovrane confusione e assoluta condizione di apatia (dello spettatore, costretto a subire la qualunque), di "grandiosi" boriosi effetti speciali e affetti ancor più speciali continuamente dichiarati, spiegati, flashbackati, raccordati, supereducati.
Fast & Furious 7 (2015): Paul Walker
Fast & Furious 7 (2015): Vin Diesel, Kurt Russell
Fast & Furious 7 (2015): Michelle Rodriguez
Par quasi che ci siano più battute e situazioni nelle quali si beatifica "la famiglia" che pallottole. O corse di velocità. Altro che fast, altro che furious. La stucchevolezza sentimental-familista (fattasi via via con i vari capitoli sempre più marcata) è tale da rendere Dom Toretto un orsachiotto di peluche: o spara in loop sentenze sulla sacralità dei legami oppure lo puoi scagliare ovunque - e contro qualsiasi cosa, elemento della natura, e far precipitare da montagne e da edifici mentre esplodono eccetera - senza che si faccia alcunché.
Insomma, noia mortale. Colpa anche di uno script da denuncia penale: ok, è intrattenimento, però la misura è colma: tutto - ma proprio tutto - è oltre, eccessivo, assurdo, inverosimile all'ennesima potenza. Potrebbero andare avanti all'infinito, di questo passo: la parola d'ordine è stupire, o forse stuprare quel minimo d'intelligenza ancora in funzione nel buio della sala per prodotti come questi. La prossima volta magari con le loro auto giungeranno direttamente sulla Luna, chissà ... E senza il benché vago sentore d'ironia, oltretutto, a meno che non si voglia spacciare per tale le (nient'affatto divertenti) uscite da giullare (così lo definisce peraltro una new entry) del personaggio interpretato da Tyrese Gibson.
Fast & Furious 7 (2015): Jordana Brewster
Fast & Furious 7 (2015): Ludacris, Nathalie Emmanuel
Fast & Furious 7 (2015): Dwayne Johnson
Storia ridicola che si sviluppa in maniera ridicola (e lasciamo stare le pretese da "continuity", vista la misera relazione con il terzo capitolo, l'oggetto alieno The Fast and the Furious: Tokyo Drift); con il grave, gravissimo peccato di disinnescare quasi sul nascere la figura del cattivo di turno: questi (Jason Statham), il fratello vendicativo dell'Owen Shaw della sesta puntata, già poco interessante di suo (e figurarsi se non sapeva di stra-stravisto), sbuca dal nulla in ogni situazione senza nessun senso (né nessuna intenzione di averlo, d'altronde).
Per come viene maltrattato il personaggio, e per la molesta dimensione supereroistica raggiunta da Toretto (e stendiamo un velo pietoso su The Rock), viene naturale tifare per il tizio (Statham da caratterista funziona eccome). Finirà male, ovviamente (ma non schiatta ... ci sarà all'ottavo appuntamento?).
Come male finiscono le "guest star" (compreso il cameo insulso di Iggy Azalea: apperò!): Kurt Russell, buttato lì un po' a caso un po' come capita un po' per far bella figura (data l'immortale icona che rappresenta), ha il suo momento più alto quando disquisisce di birra con Toretto (con quest'ultimo che a una belga preferisce la Corona! Fatelo schiantare contro un tir di letame, per favore). La tosta Rounda Rousey la sprecano (pure in termini estetici) in un prevedibile mini-fight con Michelle Rodriguez che avrebbe meritato ben altra sorte ... Lo stesso vale per il funambolico Tony Jaa: un paio di scene nel quale deve limitarsi contro un avversario decisamente inferiore (Walker) compiendo spettacolari acrobazie alquanto inutili.
Infine, nel ruolo di una hacker salvata dai nostri ed in costante pericolo, la magnifica Nathalie Emmanuel, la Missandei di Game of Thrones: giusto l'inquadratura fissa mentre esce dall'acqua in bikini vale il prezzo del biglietto (e nient'altro) ...
Fast & Furious 7 (2015): Nathalie Emmanuel
In definitiva, un film davvero brutto e fastidioso che serve solo ad ingrossare la ricca saga, in pericolosa involuzione: le idee latitano, il riciclo è una necessità, la dimensione raggiunta uno status a cui è difficile (impossibile) rinunciare. Avanti così.
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anche in Brick Mansion uscito l'anno scorso c'è quello che si potrebbe definire un omaggio a Paul Walker: qui attraversa in auto il quartiere salutando tutti quelli che incontra per strada, la scena è leggermente rallentata proprio per sottolineare il momento edificante, non so se è una semplice coincidenza, che suona profetica, o magari quel momento è stato rivisto e realizzato così in seguito alla tragica inaspettata scomparsa dell'attore. Inutile dire che mi è dispiaciuto tantissimo :)
Credo rientri tra le "normali" procedure: sottolineare, rimarcare, enfatizzare - ricattando - i momenti edificanti, così come i passaggi drammatici, e quelli catartici (il trionfo sul nemico, dopo la serie "inaspettata" di traversie, meri livelli di gioco).
Ciao.
Io l'esagerazione generale del film l'ho vista come un punto di forza. Era il problema dei capitoli precedenti quello di prendersi troppo sul serio, mentre qui la somma continua di situazioni inverosimili lo rendono un film molto divertente, una sorta di "Machete" ma con 100 milioni in più, con una sceneggiatura oscena, ma girato come dio comanda, un puro e semplice film trash intenzionale. Non sarà un capolavoro, ma mi aspettavo molto peggio. Poi vedere Kurt Russel che si mette gli occhiali da sole e subito dopo mette mano alle pistole con totale nonchalance, mi ha fatto ricordare i vecchi tempi. Ho apprezzato anche il piano sequenza iniziale con Jason Statham che esce dall'ospedale, insomma un film che non mi ha annoiato!
Proprio non vedo l'ironia di grana grossa e grezza (ma consapevole nonché intelligente) d'un Machete, ecco.
Direi, più che altro, che si tratta di un Asylum, con 240 milioni di dollari in più ...
Poi, per carità, posso capire che il film possa divertire (e la noia, come sempre, è uno stato d'animo soggettivo, legato anche al momento), ben sapendo però cosa sia ... Insomma, senza che lo si spacci per altro ...
Rispondo qui perché col cellulare non riesco a rispondere direttamente al commento. Ovvio che mi rendo conto del fatto che questo non sia cinema a livello artistico, è puro intrattenimento. Sono quei film fatti per una serata in compagnia ma che non verranno mai analizzati in una scuola di cinema! Il fatto che comunque le assurdità che vediamo nel film, impossibili nella realtà, rendono la linea che separa realtà da finzione comunque molto sottile, lo differenzia dai film della Asylum (quali Sharknado, MSvsGO, ecc...).
Credo anche che le scene assurde non siano messe per stupire, ma per rendere il tutto una trashata stile Troma, col solo scopo di intrattenere
No: per me sono messe lì per creare stupore, l'"hype", la smisurata esibizione muscolare steroidea e (s)gonfiabile; a cui – questo va detto – s'è aggiunta strada facendo (e in post-produzione) quest'aria tragica/malinconica di cui tanto si blatera in giro.
La Troma sta da un'altra parte, lontanissima; la Asylum (per l'approccio demente), e il nume Michael Bay (per i vigenti "valori" blockbusteriani odierni) una realtà molto più vicina.
Ma senz'altro apprezzo il tuo esserne consapevole, della dimensione "caciarona" del film: ti assicuro, invece, che molti cosiddetti critici ne stanno facendo questione filosofica ...
Per quanto mi riguarda, su Fast & Furious 7 è già calato l'oblio. Un'altra lapide nel cimitero bombastico delle saga, in attesa della prossima.
Premesso che come già detto altrove e con altri mezzi ;-) ognuno è liberissimo di divertirsi ed apprezzare i film che preferisce (e ci mancherebbe ;-) e io non sono certo uno con la puzza sotto il naso che non guarda il cinema commerciale o d'intrattenimento, non è un film che m'ispira particolarmente questo. Poi magari, per carità "mai dire mai" :-), lo vedo e mi piace moltissimo (ma ne dubito profondamente), però mi fa sorridere che ci siano amici convinti che la noia passi attraverso un'altro modo di fare cinema e "non credano" ;-) sia possibile trovar divertente (e non poco!) un film che a loro non è piaciuto e han trovato noiosissimo. ;-)
E' come hai detto tu sopra ed io altrove, e lo ribadisco, noia o divertimento sono assolutamente soggettivi. Non è alzando il tasso di adrenalina, belle donne o effetti speciali che puoi pensare di rendere un film meno noioso "per chiunque".
Per Franco Califano non saprei, ma stando alla tua recensione per me "tutto questo è noia!" ;-) Ciao!
Non "per chiunque" ma per molti sì ... I fatti d'altronde stanno dando loro ragione: incassi stratosferici e ottime critiche. Ecco, su queste ultime ci sarebbe un bel po' da ragionare, ma tant'è: così è anche se non ci pare. Tanto poi l'ottavo capitolo (inevitabile, a questo punto) o altri "degni" filmoni ne sostituiranno in un batter di ciglia la "portata epocale" ... L'oblio è l'unica destinazione certa.
Greg, fammi capire una cosa, da non bevitore di birra: riguardo alla Corona e le birre belghe, è davvero la prima così scadente? ho notato che, nei locali, è tra le più consumate.
Perché è di moda: è roba per fighette e fighetti. Poi, per carità, de (dis)gustibus. Ma tra una buona birra d'abbazia e la Corona intercorre la stessa differenza che c'è tra Cristiano Ronaldo e Cerci ...
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