Regia di Carlo Verdone vedi scheda film
Per il suo esordio nel lungometraggio, prodotto da Sergio Leone, Verdone ripropone in una lussuosa ed accattivante veste spettacolare (fotografia di Ennio Guarnieri, scenografie curate da Roberto Mangoni e Carlo Simi, musiche di Ennio Morricone) le sue esilaranti macchiette, mantenendo le movenze degli sketch televisivi in cui apparvero inizialmente (tra la fine del 1978 e il 1979 nel varietà Non Stop) per sfruttarne al meglio l'irresistibile carica umoristica. Il comico romano lega insieme tre episodi in cui interpreta diversi personaggi, dal bullo Enzo che vuole partire in vacanza sessuale in Polonia all'hippy Ruggero costretto ad una rimpatriata in famiglia e al timido Leo alle prese con una problematica ragazza spagnola (ma ce ne sono anche altri, tra cui un esilarante don Alfio), regalando alcune perle insuperabili tra i suoi più spassosi tormentoni verbali ("In che senso?"), affidandosi all'istrionica classe dei suoi travolgenti comprimari (con uno storico e dirompente Mario Brega) e agli arguti spunti satirici offerti dal copione, firmato dallo stesso Verdone insieme a Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi. Per il resto il Verdone regista deve ancora affinare stile e tecniche ed affrancare la vitalità del suo cinema dalle forme anguste dell'estetica televisiva, ma riesce già a sposare con l'acume e l'incisività del comico di razza l'originalità dello sguardo alla critica di costume, donando, oltre tutto, una corroborante ventata d'aria fresca al panorama asfittico e triviale della commedia italiana agli albori degli anni Ottanta.
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