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Risate di gioia

Regia di Mario Monicelli vedi scheda film

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La recensione su Risate di gioia

di mmciak
8 stelle

"Risate di gioia" diretto nel 1960

da Mario Monicelli,devo dire che

mi è piaciuto molto.

 

La storia si svolge a Roma,

e racconta che Gioia e Umberto si

conoscono da vent'anni,lei fa

l'attrice,lui essendo anche

lui attore vive di espedienti

come creare finti incidenti per riscuotere

l'assicurazione infortuni,infatti è chiamato

con il soprannome di "infortunio". 

 

Allora inizialmente vogliono passare l'ultimo

dell'Anno insieme,però Umberto si trova immischiato

in un un altro progetto uscito all'ultimo momento

che consiste di collaborare con Lello ad un furto.

 

Però nella stessa sera in un festone incrocia

proprio Gioia,bidonata da alcuni amici,e così

trova troverà implicata,benché innocente.

 

Il Film prodotto e distribuito dalla Titanus

(che bello il logo,in bianco e nero poi,e quante ne ha passate!),

rappresenta uno dei migliori e sottovalutati

lavori di un Maestro del nostro Cinema come

Mario Monicelli e anche l'unico 'incontro di due

immensi Attori come Anna Magnani e Totò,

che da soli reggono il tutto con la loro

bravura,e quest'ultimo fa vedere anche

che è bravo anche con toni drammatici,

basandosi sulla fusione di due racconti di Moravia,

e sceneggiato da un parterre come:

Suso Cecchi D'Amico, Age & Scarpelli e lo stesso

Mario Monicelli,che creano una robusta e solida

scrittura.

 

Il tutto si snoda tra il 31 e il primo dell'Anno,

dove i nostri protagonisti soprattutto

Umberto si trova immischiato con un

ladruncolo che vuole rubare oggetti

di valore e si troverà complice,

ma poi si pentirà e vuole scaricarlo

perché disonesto e delinquente,

e vuole faglielo capire alla sua amica,

perché lui fa il doppio gioco con lei,

ed è interpretato da un bravo,giovane

e già promettente Ben Gazzara.

 

Insomma dove Gioia cerca di vivere

questa giornata in modo al di sopra

delle sue possibilità e avere attrazione

per Lello,che continua a mettere i sentimenti,

senza poi fregarsene niente.

 

Il regista è bravo a farci entrare nel clima

dell'epoca e a farci respirare in quell'Italia

degli anni '60,alla vigilia del boom economico,

dove la voglia di condivisione era enorme,

e c'era la speranza di un mondo migliore,

e miscela la Commedia con il drammatico

in maniera sublime e si ride veramente amaro,

soprattutto nel finale e nella scena prima e

dopo la chiesa.

 

Oltre queste scene rimane impressa quella famosa

dove Totò e la Magnani cantano sul palchetto

la canzone:"Geppina Gepi",che è memorabile.

 

Da segnalare la buona direzione del Cast

dove figurano anche:

 

Fred Clark-Edy Vessel-Mac Ronay-

Toni Ucci-Carlo Pisacane (ricordato come

"Capanelle" personaggio dei "Soliti ignoti")-

Rick von Nütter-Dori Dorika-

Marcella Rovena-Gianni Bonagura-

Gina Rovere-Donatella Turri e Elena Fabrizi

(La sora Lella).

 

Invece nel reparto tecnico segnalerei

la Fotografia in un bianco e nero suggestivo

di Leonida Barboni,le splendide

e malinconiche musiche di Lelio Luttazzi

e le scenografie di Piero Gherardi e Giuseppe Ranieri.

 

In conclusione un buon Film,

tra i migliori e sottovalutati di Monicelli,

che miscela in maniera sublime

la Commedia con il drammatico,

senza mancare qualche stoccata

alla società che ha il sapore

attuale,e fa vedere due immensi

come Totò e Anna Magnani con

Ben Gazzara che da soli tengono

tutto il complesso,per un finale

che si ride amaro e ha un aria

malinconica.

 

Il mio voto: 8.

 

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  1. claudio1959
    di claudio1959

    Il Tutto in una notte italiano

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