Regia di Mario Monicelli vedi scheda film
"Risate di gioia" diretto nel 1960
da Mario Monicelli,devo dire che
mi è piaciuto molto.
La storia si svolge a Roma,
e racconta che Gioia e Umberto si
conoscono da vent'anni,lei fa
l'attrice,lui essendo anche
lui attore vive di espedienti
come creare finti incidenti per riscuotere
l'assicurazione infortuni,infatti è chiamato
con il soprannome di "infortunio".
Allora inizialmente vogliono passare l'ultimo
dell'Anno insieme,però Umberto si trova immischiato
in un un altro progetto uscito all'ultimo momento
che consiste di collaborare con Lello ad un furto.
Però nella stessa sera in un festone incrocia
proprio Gioia,bidonata da alcuni amici,e così
trova troverà implicata,benché innocente.
Il Film prodotto e distribuito dalla Titanus
(che bello il logo,in bianco e nero poi,e quante ne ha passate!),
rappresenta uno dei migliori e sottovalutati
lavori di un Maestro del nostro Cinema come
Mario Monicelli e anche l'unico 'incontro di due
immensi Attori come Anna Magnani e Totò,
che da soli reggono il tutto con la loro
bravura,e quest'ultimo fa vedere anche
che è bravo anche con toni drammatici,
basandosi sulla fusione di due racconti di Moravia,
e sceneggiato da un parterre come:
Suso Cecchi D'Amico, Age & Scarpelli e lo stesso
Mario Monicelli,che creano una robusta e solida
scrittura.
Il tutto si snoda tra il 31 e il primo dell'Anno,
dove i nostri protagonisti soprattutto
Umberto si trova immischiato con un
ladruncolo che vuole rubare oggetti
di valore e si troverà complice,
ma poi si pentirà e vuole scaricarlo
perché disonesto e delinquente,
e vuole faglielo capire alla sua amica,
perché lui fa il doppio gioco con lei,
ed è interpretato da un bravo,giovane
e già promettente Ben Gazzara.
Insomma dove Gioia cerca di vivere
questa giornata in modo al di sopra
delle sue possibilità e avere attrazione
per Lello,che continua a mettere i sentimenti,
senza poi fregarsene niente.
Il regista è bravo a farci entrare nel clima
dell'epoca e a farci respirare in quell'Italia
degli anni '60,alla vigilia del boom economico,
dove la voglia di condivisione era enorme,
e c'era la speranza di un mondo migliore,
e miscela la Commedia con il drammatico
in maniera sublime e si ride veramente amaro,
soprattutto nel finale e nella scena prima e
dopo la chiesa.
Oltre queste scene rimane impressa quella famosa
dove Totò e la Magnani cantano sul palchetto
la canzone:"Geppina Gepi",che è memorabile.
Da segnalare la buona direzione del Cast
dove figurano anche:
Fred Clark-Edy Vessel-Mac Ronay-
Toni Ucci-Carlo Pisacane (ricordato come
"Capanelle" personaggio dei "Soliti ignoti")-
Rick von Nütter-Dori Dorika-
Marcella Rovena-Gianni Bonagura-
Gina Rovere-Donatella Turri e Elena Fabrizi
(La sora Lella).
Invece nel reparto tecnico segnalerei
la Fotografia in un bianco e nero suggestivo
di Leonida Barboni,le splendide
e malinconiche musiche di Lelio Luttazzi
e le scenografie di Piero Gherardi e Giuseppe Ranieri.
In conclusione un buon Film,
tra i migliori e sottovalutati di Monicelli,
che miscela in maniera sublime
la Commedia con il drammatico,
senza mancare qualche stoccata
alla società che ha il sapore
attuale,e fa vedere due immensi
come Totò e Anna Magnani con
Ben Gazzara che da soli tengono
tutto il complesso,per un finale
che si ride amaro e ha un aria
malinconica.
Il mio voto: 8.
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