Regia di Paul Schrader vedi scheda film
La morte del cinema (come luogo e come sistema) passa anche da qui: dalla caduta senza fine di Hollywood nella spirale del declino morale e del degrado fisico e psichico. Duro attacco di Schrader ad un'industria il cui canto del cigno è rappresentato da un intreccio a base di sesso e violenza tra 6 personaggi alla deriva: un produttore deviato e ricattatore, una starlet ex modella parassita, un giovane attore di serie z in cerca di successo ad ogni costo, una segretaria di produzione solo apparentemente fuori dai giochi, un'insegnante di yoga amante e complice tiratasi fuori dal business, un tecnico degli effetti speciali gay libertino e compiacente. La mano pesante Bret Easton Ellis (sempre uguale a se stessa, algida e spietata, glaciale e cinica …e ormai noiosetta) pialla oltremodo lo scorrere di una pellicola che resta solo in superficie fino a renderla piatta e monocorde. Attori appena sufficienti, tra porno e serial tv. Capitolo a parte la Lohan, protagonista di sé stessa, di una tragicità tristissima, perché vera e di vita vissuta.
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