Regia di Martin Scorsese vedi scheda film
Il dollaro osceno
Questa ultima fatica di Scorsese ha una sola tematica, una sola categoria estetica e etica : l' Osceno.
Osceno per l'estetica è l'impianto iconografico, basato su sesso esplicito, droga esibita, volgarità senza limiti - interessante notare come nell'immaginario collettivo i broker di Wall Street siano ricchi, ma raffinati, altolocati, quasi nobili - qui questi milionari della finanza sono più ignoranti, volgari e disgustosi di un boss mafioso.
Osceni sono i dialoghi, infarciti di intercalari volgari (fuck è un intercalare di ogni frase: arrabbiata, rilassata, affettuosa), carichi di disprezzo per le persone (il dialogo sui nani usati come proiettili per bersaglio), per la morte, per il mondo - la menzogna base principi del lavoro di questi broker diviene evidente e quasi ostentata (ogni parola detta al telefono è accompagnata da gesti canzonatori o offensivi)
Osceno per l'etica è l'uso delle persone come strumenti (dalla figlia caricata su un auto nella notte, ai clienti derubati dei propri risparmi, ai complici usati come valigie umane di soldi)
E in tutte queste tre ore immense e sfrenate di monografia sull'Osceno, non esiste un solo minuto di facile moralismo, di saccenza da sputasentenze, di lieto fine accomodante - il Lupo è tornato a fare soldi, come e forse più di prima, ad arruolare altri volenterosi ladri, ad inseguire la propria vita irrinunciabile.
Non è un caso che Osceno discenda dal latino obscenus di significato " di cattivo augurio" : ciò che repelle il nostro senso estetico non può che portare alla rovina...
The Wolf of Wall Street (2013): Leonardo DiCaprio
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Maledette portiere a serramanico.
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