Regia di Noboru Iguchi vedi scheda film
In Occidente le parodie vengono fatte tutte allo stesso modo, si prende di mira un film o un luogo comune cinematografico e lo si prende come bersaglio di accuse ciniche, cattivissime e sovente esilaranti. Magari la parodia occidentale funziona pure, ma non può vantare dal canto suo grande originalità. Niente a che vedere con la parodia orientale (prendete Hausu degli anni 70, o questo mitico Dead Sushi): si prendono sempre in giro i luoghi comuni, ma non di un dato film o di un dato filone cinematografico, quanto piuttosto di un'intera cultura, finendo per ridicolizzare qualsiasi cosa e mettersi in gioco, d'altro canto, fino allo stremo. Ecco che viene difficile, in questo esilarante esempio di cinema demenziale orientale, trovare reali punti a sfavore: forse l'eccessiva presenza di battute scatologiche e "da liquidi organici", forse di una un po' superflua volgarità, ma Dead Sushi si mette in gioco del tutto, mette in gioco il suo senso e la sua estetica, divertendo nella maniera più maniacale e radicale, all'insegna del nonsense.
Trattasi di un "trash ripulito", reso candido da un impianto figurativo molto curato e da effetti speciali niente male e volutamente esagerati, molto artigianali ma ben dissimulati. Le trovate sono fin troppe, e straordinariamente amalgamate in un trionfo di violenza e grossolanità, che finiscono per mettere insieme due pezzi da novanta nella civiltà giapponese (le arti marziali e il sushi) per decimarli in un caotico e roboante insieme di avvenimenti inimmaginabili e talvolta addirittura geniali, abbastanza da esplicitare il lato imbarazzante della sceneggiatura e renderlo parte integrante di un processo di incenerimento graduale di tutte le certezze, e degli aspetti più profondi, appunto, di una cultura. Così si finisce per ridere di un sushi che viene bullizzato, per un bacio alla giapponese che non si può nemmeno immaginare (riguarda un uovo, ma non si rivelerà altro), di un antagonista che si trasforma in tonno, di un vecchio padre che avvicina la pratica della preparazione del sushi ad un'arte marziale violenta ed esagerata e di un uomo che per uno sbaglio abbastanza improbabile uccide la propria moglie con un coltello. La risata scappa più volte di quanto si voglia ammettere, e tutto quanto paradossalmente funziona, accentuato da un ritmo fulminante che finisce volenti o nolenti per coinvolgere. Certo ci vuole lo stato d'animo adatto, ma con una buona compagnia il film può risultare addirittura indimenticabile.
E, si sarà capito da qualcosa, nonostante tutto il film non fa venire fame.
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