Regia di Gareth Evans vedi scheda film
L'indonesiano Gareth Evans, fisico massiccio da all american boy, entusiasmo' la platea torinese del TFF edizione 2011 col suo entusiasmante ed adrenalinico The raid, scatenato action tutto sangue, pugni e calci del quale attendiamo con una certa impazienza il seguito, dato ormai per imminente.
Questo Merantau, pur di soli due anni precedenti, ci presenta il medesimo atleticissimo protagonista, l'attore Iko Uwais, che tuttavia qui sembra un bambino rispetto all'adulto scatenato di The raid. Una voce femminile pacata e coinvolgente ci spiega durante lo scorrere iniziale dei titoli e degli accrediti che il "Merantau" è un viaggio alla ricerca di se stessi che molti giovani, avvezzi sin da bambini alla tecnica delle arti marziali, intraprendono come percorso per il raggiungimento della consapevolezza del proprio cammino di vita. Per questo motivo il laborioso e serio Yuda abbandona la madre, il fratello e i campi da coltivare e si reca a Jacarta, dove spera di poter vivere insegnando l'arte di combattimento in cui così bene si destreggia. Ma arrivato nella tentacolare ed infida metropoli, il ragazzo viene subito coinvolto in una brutta storia di commercio e abuso di ragazze da parte di un bieco boss della malavita. Una partenza un po' ingenua, quasi come si trattasse di un sequel tardivo del primo Karate kid, smorza un po' gli entusiasmi di chi come me ha apprezzato moltissimo (e visto per prima) il secondo film del bravo Evans, che tuttavia ha capacità e tecniche di ripresa formidabili, riuscendo a riprendere le sinuose evoluzioni sempre più acrobatiche del nostro dinamico protagonista con un realismo ed una efficacia davvero entusiasmanti. Inoltre un finale amaro e per nulla scontato, viste le premesse, rendono l'opera prima del regista una bella sorpresa in grado di avvincere ed intenerire.
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