Regia di Sam Peckinpah vedi scheda film
Scontro generazionale fra ex sodali nel west che volge al crepuscolo: Garrett ha deciso di invecchiare, Kid preferisce restare giovane in eterno. Sicuramente il più programmatico tra i film di Peckinpah, insieme a La ballata di Cable Hogue. Per come è strutturato, ossia un lungo confronto a distanza fra i due antagonisti, ristagna un po’ nella parte centrale: Kid sa di non poter fuggire, Garrett sa di poterlo stanare quando vuole, non resta che attendere l’uccisione rituale e la situazione resta bloccata per troppo tempo. Ma al regista va dato atto di essersi tenuto ben lontano dal mito: niente eroi romantici, nessuna estetizzazione del male (Kid è un delinquente che spara alle spalle), neanche il conforto di una bella morte. Personalmente continuo a preferire il furore anarchico de Il mucchio selvaggio, dove il personaggio di Robert Ryan (altro ex bandito passato dalla parte della legge) mi sembra meglio definito rispetto a quello di Coburn qui. Ho anche qualche dubbio sulla presenza scenica di Bob Dylan, piuttosto insignificante: secondo me bastava il suo apporto (notevole, beninteso) alla colonna sonora. Comunque è uno di quei casi in cui è indispensabile vedere la versione integrale: quella tagliata, priva della nemesi, è proprio un altro film.
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