Regia di Juan Diego Solanas vedi scheda film
Dopo i primi 15 minuti di interdizione, il film ha preso una piega più sopportabile. Tuttavia gli effetti visivi romantici, tra il seppia e il vintage chiaroscurale, e una fantascienza quasi totalmente basata sul mostrare persone che camminano sia sul pavimento che sul soffitto non sono sufficienti a distrarci da una trama stra-abusata e senza pennellate di originalità: un amore impossibile tra mondi paralleli, questa volta alla lettera come nei sogni di Inception, e un mega ascensore tra i due universi, imitato in seguito dal remake di Total Recall. Il problema è che da "vedere" c'è poco e da riflettere ancora meno, scorrendo un canovaccio dallo schema classico e prevedibile come le migliori fiabe Disney: 1) situazione iniziale 2) allontanamento 3) difficoltà 4) superamento difficoltà 5) lieto fine; ma senza la magia e gli animaletti parlanti dei cartoni, quindi più smunto e triste. E senza un regista, come Spielberg o Cameron, che faccia sbocciare fiori di rara bellezza anche dalle storie più scontate (non tutti hanno questa innata capacità, bisogna pur rendersene conto). In questo caso, invece, la banalità della vicenda sembra travolgere il regista in una versione di Romeo e Giulietta con scarso spessore e più tendente al "io e te, tre metri sopra il cielo". Gli attori ci hanno provato a rimuovere un po' di patetismo, ma date le premesse non potevamo aspettarci i salti mortali.
Salvo due scene belle da guardare: una lussuosa e antica sala da ballo bifacce e una corsa sospesi sullo scheletro di uno zeppelin; ma tutto il resto è noia.
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