Regia di Clint Eastwood vedi scheda film
Andrò pure contro corrente nel dirlo, ma questo film sulla vita di Edgar J. Hoover mi ha annoiata a morte. Riconosco che molto dipende dal fatto che le tematiche storico-politiche non hanno mai destato in me un grande interesse, ma quest'opera è andata oltre ogni mia capacità di sopportazione. Benchè non si possa negare il suo valore biografico che offre un ottimo quadro di quella che era appunto la situazione storico-politica americana negli anni trenta, la trama appare priva di anima sembrando più un documentario. Infatti si rivela piuttosto pesante da seguire soprattutto durante il primo tempo, perchè almeno nel secondo qualcosa si smuove ed i personaggi cominciano a sembrare più umani e capaci di mostrare un po' di pathos (ma l'introspezione psicologica del represso Edgar, per quanto funzionale, da sola non ce la fa a reggere il peso di un film avvilente e spento). Il ritmo è comunque troppo fiacco, i dialoghi sono spesso tediosi poichè girano sempre intorno alle stesse situazioni ed argomenti, ma è soprattutto la narrazione che gestita a colpi di flashback con continui salti avanti ed indietro nel tempo, si rivela fastidiosa e confusionaria. Le scenografie e la fotografia poi purtroppo non migliorano la confezione perchè sono cupe ed opprimenti ed il cast, a parte DiCaprio (che poverino, quando qui si vede truccato da vecchio sembra The Grinch), risulta alquanto anonimo e poco incisivo.
Eastwood non sa coinvolgere quanto basta e non riesce neppure ad emozionare. Il suo film così si rivela freddo, più prolisso del necessario (credo che almeno una buona mezz'ora poteva essere tagliata benissimo) e certamente non adatto a tutti i tipi di pubblico.
Per me non ci siamo proprio.
Lui è sempre bravissimo e credibile, nulla da ridire, però il suo personaggio, alla lunga stanca!
Sufficiente.
Sufficiente.
Brava.
Insipidino.
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