Regia di Weiran Li vedi scheda film
Questa leggera e divertente black comedy è l'opera prima del registra Li Weiran che ci porta in una sperduta città nel deserto del Gobi dove il sindaco, per promuovere il turismo, si inventa un tesoro sepolto da un bandito per attirare investitori e turisti, ma arriveranno solo un gruppo di truffatori con l’intenzione di trovare il tesoro e fuggire; seguiranno ovviamente fraintendimenti e situazioni paradossali a catena. La comicità è tutta giocata sulle situazioni grottesche e paradossali, oltre che sulla commedia slapstick dura e pura che va spesso a segno. Si ride molto mentre la trama, ben gestita, si dipana verso il gran finale in una sorta di Pamplona irresistibile. Sotto la risata però si cela un sospetto di propaganda – o almeno un abbonimento delle autorità – dato che è chiaro il tema del denaro corruttore del popolo, di capitalisti cattivi contrapposti a paesani un po’ ingenui ma fondamentalmente buoni, del lavoro comunitario che supera l’iniziativa personale. Per quanto desertica sia la location, il film è girato con un discreto impiego di mezzi e rappresenta comunque una delle rare possibilità di poter vedere una Cina diversa da Shanghai o Pechino.
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