Regia di Tomas Alfredson vedi scheda film
I'm no James Bond
anche solo il physique du role dei protagonisti ci dice che questo è un film di spionaggio fuori dai luoghi comuni: dei best-seller di LeCarrè (autore del romanzo da cui deriva la sceneggiatura) il regista prende le parti meno spettacolari - la solitudine totale di ogni agente, il grigiore e l'anti-glamour delle vicende, le complesse e cervellotiche vicende che si aggrovigliano l'una sull'altra,
la franca antipatia che ogni personaggio (sia positivo o negativo) suscita. Resta solo una grande tristezza e la ricerca della fine che può essere data solo da chi ama davvero - il nostro eroe diviene il capo supremo del MI5, ma è vera gloria?
La confezione visiva è comunque ottima: colori grigi, bruni, spenti; ellissi narrative e visive a rappresentare una claustrofobia esistenziale; attori molto solidi e molto <i> british </i> a dare un mondo banale e terribile
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