Regia di Lars von Trier vedi scheda film
Film importante
Storia insolita ,ma di grande impatto emotivo. Lars von trier, discusso regista danese,da al film un tratto visionario e un' atmosfera surreale, fredda, distaccata, quasi onirica,di grandissima suggestione estetica,sullo sfondo di panorami mozzafiato.Justine una donna afflitta da seri problemi psichici, deve affrontare l'imminente fine del mondo, a causa dell'implacabile avvicinarsi di un pianeta "melancholia"da cui il titolo e il suo prossimo matrimonio.I due eventi sembrano slegati tra loro, ma in realtà s'incrociano e si intrecciano grazie proprio a Justine,la protagonista,che nei preparativi alle nozze dimostra l'inadeguatezza, l'impotenza e l'incongruenzaa di chi vive in un serio stato depressivo,tra fasi catotoniche e impulsi autodistruttivi, addirittura si eclissa durante la festa di nozze per consumare un insoddisfacente e provocatorio amplesso nel giardino della sua casa con un estraneo,facendosi liquidare dal promesso sposo,si licenzia dal lavoro e si fa travolgere dagli eventi, trovando solo nella sorella una sponda di relativa solidarietà,fino alla sua "resurrezione psichica," allorquando il cognato astronomo si suicida ,confermando che quelli che fino ad allora erano stimati solo sospetti di una eventuale collisione, purtoppo sono diventati una ineluttabile certezza,dunque quando sono ormai rassegnati ad una sicura fine e Claire perde la testa al contrario,lei riprende in mano le redini della sua vita e in un inevitabile finale apocalittico,ritroverà la sua dignità e sarà in grado di attendere la tragica conclusione, con rigore e serenità,dando supporto morale alla sorella e al nipotino.Importante e ben descritto il tema psichiatrico della depressione, che è una medaglia a due facce,contrapposte,due aspetti antitetici della stessa patologia che rende incapaci di vivere ,ma da una inaspettata forza, in situazioni disperate ed estreme,come quella di affrontare la morte. La protagonista,Durstn vive queste vicissitudini,con estrema abilità, forse anche perché pare che, al di là della finzione scenica, abbia provato per davvero sulla sua persona i dolori di questa malattia della mente,come del resto capitato anche al regista danese.
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