Regia di James L. Brooks vedi scheda film
Trama originalissima: un giovane uomo d’affari scaricato dal padre e una giocatrice di softball scaricata dall’allenatore si incontrano e ci fanno perdere quasi due ore prima di mettersi insieme. A questo punto la crisi creativa dell’ex autore di Voglia di tenerezza va considerata irreversibile: il film arranca a inseguire Una poltrona per due e non riesce a raggiungere neanche la pretenziosa inconsistenza di Elizabethtown. Già dopo mezz’ora non se ne può più. Tutto gira a vuoto: non c’è una sola battuta che va a segno, e del resto la comicità sembra ferma all’epoca del muto (smorfie e occhi strabuzzati). Personaggi insopportabili, interpretati da attori inetti. Viene convocato persino l’ectoplasma imbolsito di Jack Nicholson, nel penoso tentativo di far rivivere i bei tempi che furono. Chi se la cava meno peggio è Owen Wilson, seduttore infantilmente insensibile: quello che si adatta meglio all’idiozia dell’insieme.
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