Regia di Ascanio Celestini vedi scheda film
Dopo il libro e la rappresentazione teatrale, Ascanio Celestini esordisce nel lungo cinematografico portando su grande schermo la sua opera che affronta il delicato universo delle malattie mentali e i sottili confini tra le persone normali e chi “normale” non è, o forse non sarebbe.
Ne è passato di tempo dai “favolosi” anni sessanta (quelli in cui si internavano le persone senza tanti problemi) nei quali Nicola è cresciuto tra mille difficoltà, oggi nei più grigi anni 2000 vive ancora all’interno della struttura psichiatrica e si è costruito un microcosmo tutto suo.
Un equilibrio particolare che subisce un’incrinatura decisa quando al supermercato, dove si reca a fare la spesa con una suora, ritrova Marinella (Maya Sansa), sua ex compagna di classe.
Ascanio Celestini trasporta con successo la sua sentita opera al cinema, mostrandosi nudo senza alcuna titubanza con una sincerità che lascia a bocca aperta.
Tema quello del disagio psichiatrico, vero o presunto che sia, da sempre complicato da sviscerare, ma questa volta viene raccontato con la sensibilità e l’abnegazione necessaria (anche qualcosa di più a voler ben vedere), con frasi “tormentone” che riecheggiano ripetutamente, che rendono appieno un universo reso ancora più vivido dalla fotografia pregiata di Daniele Ciprì.
E tra le righe si vede come Celestini tenga al suo personaggio, un affetto che traspare lungo un racconto ondivago molto ben orchestrato per un film che può avvalersi senza problemi del titolo di “pellicola d’autore” che si merita tutto in virtù di un convincente connubio tra le parole, mai usate a caso, e la vista (con i mezzi a disposizione ha una resa estetica efficace).
Film importante, delicato, ma per niente trattenuto, con aneddoti teneri e dolorosi, imperfetto (per esempio è forse un po’ troppo insistita la scelta della voce fuori campo), ma in grado di portarci nella testa di Nicola con disarmante naturalezza.
Coraggioso.
Denota qualità rare per un debuttante.
Favorito senza dubbio dal fatto di trattare una materia a lui cara (e conosciuta), ma in ogni caso sorprende positivamente per come riesce a rappresentare (molto bene) la storia.
Anche come protagonista è molto efficace.
Bravo.
Recita con sicurezza.
Non le sono chiesti "salti mortali", ma tutto ciò che deve fare lo fa bene.
Discreta.
Valido.
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