Regia di Todd Louiso vedi scheda film
"The Marc Pease Experience" è la seconda prova dietro la macchina da presa del simpatico caratterista Todd Louiso (Alta fedeltà, Apollo 13, Thank you for smoking) nonché la prima occasione d' incontro/scontro su grande schermo fra Ben Stiller e Jason Schwartzman. Manco a dirlo, l' adattamento italiano del titolo originale è ridicolo e fuorviante, quello che contrappone i due protagonisti non è certo la condivisione di un microfono né tantomeno quella di un palco. A dire il vero, il film è essenzialmente incentrato sulle velleità artistiche dell' eccentrico ed immaturo Marc Pease (Schwartzman), uomo di latta mancato per una crisi di panico ai tempi del liceo ed ora leader invasato di un gruppo vocale sull' orlo dello scioglimento. Alla perenne ricerca di una seconda occasione, l' imbranatissimo Marc ambisce a sfondare nel mondo della musica con l' aiuto del suo mentore di sempre - il popolarissimo professor Gribble (Stiller) - ma questi non lo considera minimamente impegnato perlopiù nelle prove dell' ennesimo adattamento teatrale de "Il mago di Oz" e a concupirgli la giovane ed avulsa fidanzata (Kendrick), aspirante cantante pure lei. Inevitabile lo scontro fra i due personaggi - entrambi egocentrici ed immaturi - e proprio durante il giorno dell' agognata prima dello spettacolo in questione. Sostanzialmente, se si fa eccezione per i veloci prologo ed epilogo, il film di Louiso si limita a raccontarci gli avvenimenti di quella singola giornata montando in parallelo le azioni dei due protagonisti con Stiller che gigioneggia ed ammicca a destra e a manca e Schwartzman che si lascia ingenuamente travolgere dagli eventi sino al momento dell' inevitabile ribellione in musica. Il tutto potrebbe risultare quantomeno simpatico ed effettivamente qualche risata non tarda ad arrivare ma il film, nel suo complesso, si perde nel tentativo di far convivere troppi generi contemporaneamente e gli stessi protagonisti, seppur discreti, risultano poco affiatati e troppo arroccati nei loro approcci alla commedia : comico per Stiller, grottesco per Schwartzman. Alla fine, tra i due, spunta la solita Anna Kendrick che nonostante abbia fra le mani un copione che fondamentalmente le fa dire solo "non lo so", risulta comunque il personaggio più umano e credibile. Chiude il cerchio un finale musical non proprio esaltante che dovrebbe rappresentare la svolta decisiva nella vita di Marc Pease ma che alla fine non è altro che un contentino senza impegno, così come l' intero film appena visto.
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