Regia di Mike Leigh vedi scheda film
Tom (Broadbent) e Gerry (Sheen), coppia inglese ultrasessantenne, vivono un'esistenza felice, circondata dagli amici e dalle sporadiche visite del figlio trentenne (Maltman). Eppure intorno a loro si respira l'infelicità della solitudine, di amori che non arrivano mai, di rapporti cessati anzitempo.
È il più classico cinema di Mike Leigh, regista di Segreti e bugie e Naked, all'insegna di una rappresentazione quasi documentaristica della classe media (qui lo spunto per il racconto è articolato in quattro diverse stagioni). I caratteri di molti dei film precedenti del regista inglese tornano visibilissimi; l'antinarrazione, la verbosità che rasenta la logorrea, l'improvvisazione in assenza di un vero copione, l'ottima direzione degli attori (su tutti spicca una Lesley Manville nella parte di Mary, bravissima nel gestire un ruolo tutt'altro che facile). Insomma, il tocco di Leigh è pienamente riconoscibile, ma il film è sostanzialmente inconsistente, ripetitivo (la circolarità del modulo fa la sua parte…) e a rischio di sbadiglio.
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