Regia di Radu Mihaileanu vedi scheda film
Intanto, lontanissimi da Train de vie. E che vuol dire? Vuol dire molto perché il mago della fiaba grottesca ma, teoricamente, realizzabile, qui rimane sul favolistico molto poco attendibile. Tolta la musica, ad Il concerto, rimane ben poco da sognare per quanto ci si trasandi anima e corpo alla ricerca d’improbabilissimi fili conduttori da disvelare solo alla fine… E per quanto possa essere ingiusto paragonare film diversi, è giocoforza sottoporre almeno questi due, in parallelo, visto il medesimo spirito che ne anima la voglia di rivalsa e d’impresa. Il concerto, però, puntella e mimetizza tutte le sue falle e debolezze attorno ad uno spettacoloso Tchaikovsky, permettendo alla storia di svicolare da diversi cul de sac che Train de vie, sempre in impietoso parallelo, sgrovigliava con ben altra agilità. Sul catastrofico doppiaggio invece, deponendo un pietosissimo velo, rimando all’opinione di leporello che si esalta in una performance di rarissima efficacia.
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